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Raid TDF / 5° giorno
Inviato da : Theo  Lunedì, 12 Dicembre 2005 - 16:34






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Raid TDF – 5 – da San Carlos de Bariloche a Esquen


Al risveglio questa mattina e’ la pioggia a darci il buon giorno. Una precipitazione fitta e ghiacciata da far scappare la voglia di saltare in sella a chiunque tranne ai raider di Vespaonline. I primi 100 chilometri vengono percorsi sotto un’acqua fitta che ci impedisce di apprezzare a dovere la strada che passa attraverso il Parco Naturale Nahel Hapi costeggiando per un lungo tratto l’omonimo lago. Passiamo attraverso boschi e pinete, con cespugli fioiriti di giallo a far da cornice. In altri punti a colorare il percorso sono dei particolari fiori in tutte le tonalità dal lilla piu’ chiaro al viola piu intenso. Immaginarsi a percorrere la stessa strada in una bella giornata di sole fa venir rabbia pensando a quando mai avremo un’altra occasione di ripassare da queste parti… in Vespa! Proseguendo spediti nel nostro cammino, nel tratto di strada che da El Bolson porta a Esquel attraversiamo un altopiano tagliato da altri interminabili rettilinei, spazzati da un forte vento che comincia a darci un‘idea di quelli che sono i famigerati venti patagonici. Meteorologicamente il tempo ci ha ormai abituato ai suoi repentini cambi di umore: ci siamo lasciati le nubi alle spalle e pur continuando a far freddo e decisamente piu gradevole viaggiare sotto un bel cielo sereno. Per le soste di rifornimento direttamente dalle taniche al seguito ci si ferma nel bel mezzo del nulla. Un nulla che ha sempre qualcosa di magico e in questa giornata e’ la visione nitida della cordigliera andina, apparentemente a portata di mano, con le sue imponenti cime innevate all’orizzonte. Fermandosi e’ impossibile resistere alla tentazione di estrarre la propria macchina fotografica per riprendere immagini che non potranno mai rendere l’idea dello spettacolo sempre diverso e sempre meraviglioso che ci troviamo di volta in volta davanti agli occhi. Quando siamo a Esquel un problema al braccio di aggancio del carrello al cardaja ci costringe per la seconda volta a interrompere anzi tempo una tappa. dopo solo poco piu di 300 chilometri. Avevamo provato ad alleggerire il carico ma per prudenza abbiamo preferito fermarci e cercare di risolvere definitivamente il problema. Il campo base viene allestito in un camping con “cabanas”. Al seguito abbiamo saldatrice generatore e tutto l’occorrente. Un’altra notte di lavoro attende i meccanici della compagnia: ci sara’ poi un briefing per decidere come suddividere il tragitto che ancora ci separa da Ushuasia. Siamo in ritardo sulla tabella di marcia ma sapremo come organizzarci al meglio per centrare il nostro obbiettivo.














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Al risveglio questa mattina e’ la pioggia a darci il buon giorno. Una precipitazione fitta e ghiacciata da far scappare la voglia di saltare in sella a chiunque tranne ai raider di Vespaonline. I primi 100 chilometri vengono percorsi sotto un’acqua fitta che ci impedisce di apprezzare a dovere la strada che passa attraverso il Parco Naturale Nahel Hapi costeggiando per un lungo tratto l’omonimo lago. Passiamo attraverso boschi e pinete, con cespugli fioiriti di giallo a far da cornice. In altri punti a colorare il percorso sono dei particolari fiori in tutte le tonalità dal lilla piu’ chiaro al viola piu intenso. Immaginarsi a percorrere la stessa strada in una bella giornata di sole fa venir rabbia pensando a quando mai avremo un’altra occasione di ripassare da queste parti… in Vespa! Proseguendo spediti nel nostro cammino, nel tratto di strada che da El Bolson porta a Esquel attraversiamo un altopiano tagliato da altri interminabili rettilinei, spazzati da un forte vento che comincia a darci un‘idea di quelli che sono i famigerati venti patagonici. Meteorologicamente il tempo ci ha ormai abituato ai suoi repentini cambi di umore: ci siamo lasciati le nubi alle spalle e pur continuando a far freddo e decisamente piu gradevole viaggiare sotto un bel cielo sereno. Per le soste di rifornimento direttamente dalle taniche al seguito ci si ferma nel bel mezzo del nulla. Un nulla che ha sempre qualcosa di magico e in questa giornata e’ la visione nitida della cordigliera andina, apparentemente a portata di mano, con le sue imponenti cime innevate all’orizzonte. Fermandosi e’ impossibile resistere alla tentazione di estrarre la propria macchina fotografica per riprendere immagini che non potranno mai rendere l’idea dello spettacolo sempre diverso e sempre meraviglioso che ci troviamo di volta in volta davanti agli occhi. Quando siamo a Esquel un problema al braccio di aggancio del carrello al cardaja ci costringe per la seconda volta a interrompere anzi tempo una tappa. dopo solo poco piu di 300 chilometri. Avevamo provato ad alleggerire il carico ma per prudenza abbiamo preferito fermarci e cercare di risolvere definitivamente il problema. Il campo base viene allestito in un camping con “cabanas”. Al seguito abbiamo saldatrice generatore e tutto l’occorrente. Un’altra notte di lavoro attende i meccanici della compagnia: ci sara’ poi un briefing per decidere come suddividere il tragitto che ancora ci separa da Ushuasia. Siamo in ritardo sulla tabella di marcia ma sapremo come organizzarci al meglio per centrare il nostro obbiettivo.








 
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