Inviato da : Theo
Martedì, 13 Dicembre 2005 - 09:37
Raid TDF / 6° giorno / da Esquel a Rio Mayo
Testo di Lorenzo.
Questa mattina dopo aver trascorso la notte dormendo nelle “cabanas” di legno di un campeggio ci ritroviamo a sistemare le ultime cose prima di rimetterci in strada. Il carrello è stato sistemato anche se da ora in avanti dovremo aver cura di non sovraccaricarlo. Ieri sera durante il briefing di fine tappa è stato deciso di tagliare un primo tratto di circa 200 chilometri di sterrato per recuperare un po’ di tempo. Si è deciso inoltre di disciplinare la marcia del gruppo assegando a ognuno un numero progressivo da fissare sul retro delle Vespa. In questo modo evitando di sorpassarci sarà più sicuro viaggiare in carovana e sarà più semplice rendersi conto se manca qualcuno arrivando a qualche bivio. Stiamo viaggiando sulla Ruta 40 già da ieri, in questo tratto che comunque è stato asfaltato da tempo. Facciamo quindi una deviazione sulla “20” per restare sulla strada asfaltata (che qui viene denominata “pavimiento” dando l’arrivederci alla “40” con il suo sterrato (detto “ripio”) tra un paio di centinaia di chilometri. Oggi la carovana ha marciato compatta e spedita ad un ottimo ritmo. Il traffico che incontriamo ormai è praticamente inesistente. Passiamo quasi esclusivamente attraverso immense steppe di erbe e arbusti spazzate da un vento gelido. Le mandrie di manzi sono scomparse lasciando il posto a sterminati greggi di pecore governate da gauchos a cavallo. La prima vera sosta della giornata, fatta eccezione per le brevi soste di rabbocco carburante dalle taniche, la facciamo dopo ben 280 chilometri. Ci fermiamo a fare rifornimento in località La Laurita, località che è costituita unicamente dalla pompa di benzina con annesso chiosco/market gestito da un simpatico vecchietto che si presenta come Hosé, in arte “Bin Laden” a causa delle origini arabe dei suoi genitori. E’ un autentico personaggio, proprio la persona che ti aspetteresti ritrovare in un posto tanto particolare e tanto sperduto. Sono quasi le venti quando arriviamo nella cittadina di Rio Mayo, un piccolo paese che sorge in mezzo al nulla e che ospita una grande base militare. A cominciare dalla strada principale del paese, qui finisce il “pavimiento” e inizia il “ripio” che ci porterà verso il Cile. Oggi grazie a una deviazione per lavori stradali abbiamo avuto un assaggio di ciò che verosimilmente ci aspetta per i prossimi giorni. Abbiamo percorso una trentina di chilometri di sterrato ghiaioso e già tre raider hanno preso le misure del suolo argentino. Tre cadute che comunque non hanno avuto alcuna conseguenza ne per i raider ne per le Vespa grazie alla modesta velocità che si tiene su questo insidioso fondo stradale.
Nella tappa di oggi (400 km) non c’è da segnalare alcun guasto tecnico. Da domani vedremo come resisteranno le nostre Vespa alle estreme condizioni della tanto sognata e ora rispettosamente temuta Ruta 40.
Raid TDF / 6° giorno / da Esquel a Rio Mayo
Testo di Lorenzo.
Questa mattina dopo aver trascorso la notte dormendo nelle “cabanas” di legno di un campeggio ci ritroviamo a sistemare le ultime cose prima di rimetterci in strada. Il carrello è stato sistemato anche se da ora in avanti dovremo aver cura di non sovraccaricarlo. Ieri sera durante il briefing di fine tappa è stato deciso di tagliare un primo tratto di circa 200 chilometri di sterrato per recuperare un po’ di tempo. Si è deciso inoltre di disciplinare la marcia del gruppo assegando a ognuno un numero progressivo da fissare sul retro delle Vespa. In questo modo evitando di sorpassarci sarà più sicuro viaggiare in carovana e sarà più semplice rendersi conto se manca qualcuno arrivando a qualche bivio. Stiamo viaggiando sulla Ruta 40 già da ieri, in questo tratto che comunque è stato asfaltato da tempo. Facciamo quindi una deviazione sulla “20” per restare sulla strada asfaltata (che qui viene denominata “pavimiento” dando l’arrivederci alla “40” con il suo sterrato (detto “ripio”) tra un paio di centinaia di chilometri. Oggi la carovana ha marciato compatta e spedita ad un ottimo ritmo. Il traffico che incontriamo ormai è praticamente inesistente. Passiamo quasi esclusivamente attraverso immense steppe di erbe e arbusti spazzate da un vento gelido. Le mandrie di manzi sono scomparse lasciando il posto a sterminati greggi di pecore governate da gauchos a cavallo. La prima vera sosta della giornata, fatta eccezione per le brevi soste di rabbocco carburante dalle taniche, la facciamo dopo ben 280 chilometri. Ci fermiamo a fare rifornimento in località La Laurita, località che è costituita unicamente dalla pompa di benzina con annesso chiosco/market gestito da un simpatico vecchietto che si presenta come Hosé, in arte “Bin Laden” a causa delle origini arabe dei suoi genitori. E’ un autentico personaggio, proprio la persona che ti aspetteresti ritrovare in un posto tanto particolare e tanto sperduto. Sono quasi le venti quando arriviamo nella cittadina di Rio Mayo, un piccolo paese che sorge in mezzo al nulla e che ospita una grande base militare. A cominciare dalla strada principale del paese, qui finisce il “pavimiento” e inizia il “ripio” che ci porterà verso il Cile. Oggi grazie a una deviazione per lavori stradali abbiamo avuto un assaggio di ciò che verosimilmente ci aspetta per i prossimi giorni. Abbiamo percorso una trentina di chilometri di sterrato ghiaioso e già tre raider hanno preso le misure del suolo argentino. Tre cadute che comunque non hanno avuto alcuna conseguenza ne per i raider ne per le Vespa grazie alla modesta velocità che si tiene su questo insidioso fondo stradale.
Nella tappa di oggi (400 km) non c’è da segnalare alcun guasto tecnico. Da domani vedremo come resisteranno le nostre Vespa alle estreme condizioni della tanto sognata e ora rispettosamente temuta Ruta 40.