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Raid TDF / 9° giorno
Inviato da : Theo  Giovedì, 22 Dicembre 2005 - 10:48






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Raid TDF – 9 – da Lago Cardiel a El Calafate


Raid TDF – 9 – da Lago Cardiel a El Calafate



Testo di Lorenzo



Questa mattina prima di rimetterci in cammino abbiamo fatto un briefing tutti insieme per chiarire le piccole incomprensioni che ieri avevano portato un po’ di malumore tra i raider e che avevano fatto si che ci ritrovassimo ancora a viaggiare con l’oscurita’ ormai alle porte alla ricerca di una “estancia” che poi si e’ rivelata troppo lontana perche’ potessimo raggiungerla in sicurezza. Il primo centinaio di chilometri di sterrato abbiamo potuto viaggiare tranquilli senza incontrare particolare difficolta’ con un vento sempre presente ma mai fastidioso: probabilmente stiamo ormai abituandoci alla sua costante presenza. Alla cittadina di Tre Lagos sosta obbligata per approfittare della presenza di un distributore e fare la pausa pranzo. Il nostro arrivo crea sempre un certo scalpore e c’e’ sempre qualcuno sbalordito che si avvicina a far domande e a scattare fotografie. Incontriamo un personaggio in pieno stile “patagonico”: si chiama Mike ed e’ un ciclista giramondo partito dal Canada e diretto anche lui a Ushuaia. Ha gia percorso piu di 32.000 chilometri e dice che una volta arrivto nella Tiera del Fuego la sua intenzione e’ quella di portarsi in Nuova Zelanda e da li proseguire per il suo giro del mondo. A volte nei lunghi rettilinei ci capita di pensare di essere dei tipi strani ad andarcene in giro per la Patagonia in Vespa ma poi si finisce per trovare qualcuno messo ancora peggio di noi! Proseguendo nel nostro cammino lungo la R40 troviamo dei tratti (circa una trentina di chilometri) asfaltati. La popolazione di queste zone remote ha bisogno di strade migliori per incrementare il turismo e la magica R40 a poco a poco scomparira’ sotto un manto di asfalto perdendo tanto del suo fascino. Passiamo accanto al Lago Viedema, che ci regala un incantevole vista della cordigliera andina, con l’impressionante massiccio del Fitz Roy che con i suoi 3400 metri e’ una delle cime piu’ alte. Da qui in avanti la strada corre lungo il corso del Rio La Leona, che scorre in un ampio canyon scavato dall’acqua nella roccia nel corso dei millenni. Arriviamo cosi’ in vista del Lago argentino e raggiungiamo la cittadina di El Calafate riuscendo a rimetterci in pari con la nostra tabella di marcia. Questa cittadina ha un aspetto turistico in quando da qui partono le escursioni per visitare il ghiacciaio Perito Moreno, dove ci recheremo domani per una doverosa tappa di questo nostro raid. Soddisfatti per essere riusciti a rimetterci in pari col programma per la cena tutti ad abbuffarci di carne argentina, vino e birra. Un’autentica abbuffata di carne con porzioni tanto generose che a stento riusciamo a finire, il tutto per un prezzo medio intorno ai 50 pesos a testa (all’incirca 15 Euro!).

Soddisfatti per quanto fatto sin qui e con la pancia piena ci corichiamo felici imapzienti di incontrare le altre meraviglie che ancora ci aspettano lungo il cammino.















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Testo di Lorenzo



Questa mattina prima di rimetterci in cammino abbiamo fatto un briefing tutti insieme per chiarire le piccole incomprensioni che ieri avevano portato un po’ di malumore tra i raider e che avevano fatto si che ci ritrovassimo ancora a viaggiare con l’oscurita’ ormai alle porte alla ricerca di una “estancia” che poi si e’ rivelata troppo lontana perche’ potessimo raggiungerla in sicurezza. Il primo centinaio di chilometri di sterrato abbiamo potuto viaggiare tranquilli senza incontrare particolare difficolta’ con un vento sempre presente ma mai fastidioso: probabilmente stiamo ormai abituandoci alla sua costante presenza. Alla cittadina di Tre Lagos sosta obbligata per approfittare della presenza di un distributore e fare la pausa pranzo. Il nostro arrivo crea sempre un certo scalpore e c’e’ sempre qualcuno sbalordito che si avvicina a far domande e a scattare fotografie. Incontriamo un personaggio in pieno stile “patagonico”: si chiama Mike ed e’ un ciclista giramondo partito dal Canada e diretto anche lui a Ushuaia. Ha gia percorso piu di 32.000 chilometri e dice che una volta arrivto nella Tiera del Fuego la sua intenzione e’ quella di portarsi in Nuova Zelanda e da li proseguire per il suo giro del mondo. A volte nei lunghi rettilinei ci capita di pensare di essere dei tipi strani ad andarcene in giro per la Patagonia in Vespa ma poi si finisce per trovare qualcuno messo ancora peggio di noi! Proseguendo nel nostro cammino lungo la R40 troviamo dei tratti (circa una trentina di chilometri) asfaltati. La popolazione di queste zone remote ha bisogno di strade migliori per incrementare il turismo e la magica R40 a poco a poco scomparira’ sotto un manto di asfalto perdendo tanto del suo fascino. Passiamo accanto al Lago Viedema, che ci regala un incantevole vista della cordigliera andina, con l’impressionante massiccio del Fitz Roy che con i suoi 3400 metri e’ una delle cime piu’ alte. Da qui in avanti la strada corre lungo il corso del Rio La Leona, che scorre in un ampio canyon scavato dall’acqua nella roccia nel corso dei millenni. Arriviamo cosi’ in vista del Lago argentino e raggiungiamo la cittadina di El Calafate riuscendo a rimetterci in pari con la nostra tabella di marcia. Questa cittadina ha un aspetto turistico in quando da qui partono le escursioni per visitare il ghiacciaio Perito Moreno, dove ci recheremo domani per una doverosa tappa di questo nostro raid. Soddisfatti per essere riusciti a rimetterci in pari col programma per la cena tutti ad abbuffarci di carne argentina, vino e birra. Un’autentica abbuffata di carne con porzioni tanto generose che a stento riusciamo a finire, il tutto per un prezzo medio intorno ai 50 pesos a testa (all’incirca 15 Euro!).

Soddisfatti per quanto fatto sin qui e con la pancia piena ci corichiamo felici imapzienti di incontrare le altre meraviglie che ancora ci aspettano lungo il cammino.









 
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