| paolop ha scritto: |
| Questa modifica con un pistone da 42mm la fai su un 50cc, sulla 50cc Special o PK ?
Mi ricordo che i Benelli avevano i pistoni a cielo piatto e se volevi farli andare di piu' rettificavi il cilindro e montavi un pistone leggero, poi chiaramente il tutto era affidato alla bravura di chi lo preparava ulteriormente poichè per i Benelli c'erano le modifiche faccioli ma costavano care. mai sentito il discorso che hai fatto riferito alle Vespe. A prescindere che all'interno del cilindro le fasce elastiche non si aprano all'interno delle luci, bisogna verificarlo dai fermi fasce, se devi togliere 4mm nella parte alta del cilindro significa che il pistone è molto piu' basso dell'originale (all'incirca di 4mm suppongo) quindi hai una fasatura spinta a dirla cosi' potrai raggiungere circa 130° di travasi e 165° allo scarico. poi c'è la conformazione della testa al suo interno che da originale ha un rapporto di compresione misurato con un pistone bombato, dopo sarà meno compressa poichè il pistone è piatto, quindi si dovrebbe rivisitare il tutto. il pistone poi con le sue aperture di travasi si accompagna bene con il cilindro ? magari si potrà aggiustare. |
| Oizirbaf ha scritto: |
| Complimenti a kl01. Io credevo fosse un pistone del bicilindrico evidentemente sbagliavo. Comunque farò le foto al reperto che ho in cantina. Per FurlanPX veramente bello il tuo Benelli complimenti anche a te. Uno di questi giorni manderò qualche foto del mio Corsarino |
| Citazione: |
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Ma posso sbagliarmi, io non avevo il vespino, ma il caballero. |
| Oizirbaf ha scritto: | ||
Gia anche io ho avuto il mitico Caballero con motori Minarelli quattro e sei marce diametro pistone 38,8. Vendetti il mio primo vespino per comprare il Caballero che sembrava una "moto vera". Altri tempi. E l'Aspes lo ricordi? |
| kl01 ha scritto: | ||
La modifica esisteva ed era molto in voga; se Mandingo fosse più presente agli appuntamenti VOL di Palermo ne avremmo potuto parlare di presenza e avrebbe avuto subito la risposta. La trasformazione si chiamava "benellino", gli special erano "benellino", montavano il pistone del Benelli 50 che aveva un diametro variabile, si arrivava al 42,6 mm. Molto ricercati erano i cilindri originali dello special ante 1977, avevano la parte di sotto della camicia che va dentro i carter piena, dal 1977 in poi avevano delle incavature e quindi non si poteva rettificare oltre i 42,6 perchè si forava la camicia, con i vecchi si arrivava sino a 47 senza problemi. Il pistone Benelli, a cielo piatto, era più basso e dava una fasatura più spinta, il motore diventava nervoso, consumava una cifra di benzina, con il 16/16 e il volano alleggerito andava dai 65 km/h a poco oltre i 70 km/h, con rapportatura special con pignone da 16 denti. La marmitta in uso era la Sito a siluro tipo 90SS nera o cromata o la Drugo con silenziatore estraibile. Per compensare l'abbassamento del cielo pistone e la perdita di compressione i tornieri toglievano una parte di cilindro in alto e spianavano la testata. Ancora oggi qualcuno a Palermo saprebbe fare quasta modifica, ma non conviene. In pratica si rovinava per sempre il cilindro originale, la Vespa aumentava di prestazioni, consumi e vibrazioni, si spaccava la pancia sinistra degli special, in due o tre punti e poi la crepa saliva, a volte si spaccava sottosella, nella zona tra la sella e la pancia. Dopo un pò di tempo il vespino grippava inesorabilmente. I primi kit di elaborazione Pinasco Polini DR Olympia e via dicendo fecero andare in pensione il "benellino", sono più affidabili, rendono di più, consumano meno e permettono di conservare il cilindro originale per un successivo reimpiego. Una modifica simile - come impostazione - veniva fatta sui cilindri Primavera per le 125, si metteva il pistone del Macchi, gli special così elaborati erano definiti "181" con non poca esagerazione per l'effettiva cilindrata, cmq erano mostri di accelerazione e vibrazione, erano i mezzi preferiti dagli scippatori e "grattini" (ladri di moto), un 181 aveva vita media molto bassa, il motore spompava presto (in gergo panormita "scacava") e il telaio, sottoposto a vibrazioni di tutti i tipi, diventava inesistente, lo scudo paragambe si piegava con le dita più facilmente delle scatolette di tonno, insomma si distruggeva completamente una Vespa ... ma per i "grattini" questo non era un grosso problema. |