Alla cena sociale abbiamo ascoltato l'intervento di un nostro socio che ha, secondo noi, epresso con il cuore la sua gioia nell'essere donatore di sangue. Qui di seguito riporto il testo originale:

Ringrazio il nostro Presidente che questa sera mi da l’opportunità di parlare a tanti amici e forse l’opportunità di trasmettervi il mio entusiasmo nel parlarvi del dono del sangue.
Forse qualcuno è un donatore o conosce qualche donatore, ma sicuramente tanti non ci hanno mai pensato o addirittura non hanno mai sentito parlare dell’AVIS
Qualcuno mi potrà chiedere: ma cosa c’entra questa sera parlare di sangue!!!
Purtroppo ogni giorno, ogni momento c’è qualcuno che per un intervento, per un incidente o perché sta male corre all’Ospedale dove è sicuro di trovare un aiuto. Ma gran parte dell’Ospedale non potrebbe fare niente se non ci fossero quotidianamente, gratuitamente, generosamente, volontariamente dei donatori che si offrono pensando solo che ogni goccia di sangue donato può salvare una vita o può aiutare sicuramente chi soffre.
Il sangue non si fabbrica ne si può acquistarlo in laboratorio, ma si può solo ricevere da altri donatori.
E’ qui che voglio arrivare: anche se l’AVIS in Italia conta più di 1 milione di donatori, il sangue raccolto non basta; i donatori sono circa il 2% della popolazione e questo non è sufficiente; bisogna crescere, c’è ancora bisogno di tanti nuovi donatori per arrivare all’autosufficienza.
E’ sicuramente normale essere più sensibili quando in famiglia o tra amici qualcuno sta male; ma io sono sicuro che un lumicino di bontà, di sensibilità ad aiutare il prossimo c’è dentro di noi; bisogna trovare il momento giusto, l’occasione opportuna per riuscire ad accenderlo.
E questa sera spero che siano diversi i lumicini che si sono accesi.
Non voglio disturbarvi ancora, vi ringrazio per l’attenzione che mi avete prestato e se qualcuno desidera approfondire l’argomento avremo tante prossime occasioni di incontrarci.

Rinaldi Giovanni