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VespaHulk

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  • Compleanno 07/06/1987

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  1. Pensavo fosse noto che nella realtà mi chiamo Andrea! Comunque nessun problema, in effetti i 20 raid li ho fatti come vespahulk quindi segna pure quel nick onde evitare disguidi
  2. VespaHulk

    Auguri Luca!

    Auguri Luca!
  3. Ragazzi, qualcuno che vuole dividere una stanza venerdì sera?
  4. VespaHulk

    A Berlino in Vespa

    Devo capire come caricarle! Ma ho ancora un bel po' da scrivere!
  5. VespaHulk

    A Berlino in Vespa

    3 GIUGNO: SCHWANGAU-BAYREUTH 330KM Sveglia a buonora (diciamo le 8 dai) dopo una notte passata sognando il proprietario della pensione-tugurio che mi rubava le chiavi della Vespa e il portafogli e venendo svegliato saltuariamente da rumori sospetti sul pianerottolo (che almeno mi facevano pensare di non essere da solo). Dopo essermi accertato di avere ancora tutti gli organi al loro posto scendo al piano di sotto e controllo subito se c'è ancora anche la Vespa nel parcheggio; per fortuna la trovo dove l'avevo lasciata la sera precedente, coperta da uno spesso velo di umidità e con il contakm appannato. Devo far colazione, ma viste le condizioni del bar-cucina notate la sera precedente penso quasi di desistere e fermarmi più avanti, quando vedo apparire una famigliola con bambini al seguito che si reca nella sala colazione appunto. Penso fra me e me ÔÇ£li seguo e studio le loro mosse, se si fidano a nutrire i bambini in questo posto, posso nutrirmi anche ioÔÇØ. Mi accomodo e trovo il locale abbastanza pulito a dispetto di quanto visto la sera precedente, ma ovviamente il senso di disgusto provato permane e non mi fa venire voglia di abbuffarmi, quindi mi accontento di un abominevole caffèlatte e qualche fetta biscottata coperta di nutella: può bastare. Esco nel piazzale, piccola regolazione al filo della frizione, carico i bagagli e metto le ruote sulla Romantishe Strasse: meta odierna segnata sul mio ÔÇ£tripmasterÔÇØ su foglietti del blocknotes: Wurzburg. Parto godendomi il panorama collinare e verde attorno a me e seguo i cartelli che costantemente indicano il nome della strada che sto percorrendo, in modo da non perdermi, anche se a volte mi trovo a girare attorno perchè non è che siano chiarissimi. Mi aspetto di passare a fianco di castelli e cose simili, ma dopo un po' mi accorgo che il panorama è sempre uguale e che per vedere i famosi castelli sarei costretto a continue deviazioni, che non mi va di fare. Mi dedico quindi alla ricerca del pick up di ricambio che avevo interrotto il giorno prima, sbirciando qua e la in quelle che sembrano officine. Mi fermo in una specie di garage dove riparano Harley, forse ho un po' troppe pretese ed infatti mi rimbalzano subito, ma mi indicano un'officina che ripara motorini nella strada parallela. Neanche il tempo di ripartire che vedo passare un ragazzino su una vecchia moto da cross, senza casco, immagino la stia provando dopo la riparazione, infatti lo seguo ed arrivo in bocca all'officina indicatami da quelli dell'Harley. Hanno diversi cartelloni pubblicitari vintage di vari marchi motociclistici italiani, fra il quale spunta la tabella Piaggio, con tanto di 200 Rally parcheggiata in officina. ÔÇ£Ci siamoÔÇØ penso, ÔÇ£questi riescono ad aiutarmiÔÇØ. In un misto fra inglese e tedesco (che mi ricordo molto poco) spiego il problema. Il ragazzo e il proprietario mi dicono subito che loro non hanno questo tipo di ricambi, ma forse riescono a mandarmi da un grosso ricambista che si trova a pochi chilometri: ÔÇ£Provo a sentire se sono aperti (è sabato) e ti do l'indirizzo così vai li direttamenteÔÇØ. Istanti di attesa che diventano interminabili, sembra non ci siano speranze, quando vedo che il ragazzo, spostatosi in ufficio, appunta qualcosa su di un pezzo di carta. Se ne esce e mi da in mano un bigliettino: ÔÇ£Sono aperti, vai, vedrai che ti aiutano, sono abbastanza fornitiÔÇØ. Leggo il biglietto e trovo scritto nientepopodimeno che ÔÇ£Sip ScootershopÔÇØ. Mi metto a ridere: ÔÇ£Da questi ordino la roba dall'ItaliaÔÇØ dico al ragazzo ÔÇ£non potevo minimamente immaginare che ci sarei passato vicino!ÔÇØ Ringrazio infinitamente i due personaggi e mi avvio spedito verso Landsberg am Lech. Quasi a destinazione mi perdo e inizio a girare attorno in mezzo ai capannoni, finchè vedo un signore con una Derbi 125 da strada al quale chiedo indicazioni e che si offre gentilmente di accompagnarmi fin sull'ingresso del negozio. Parcheggio e mi si illuminano gli occhi vedendo parcheggiate fuori un sacco di Vespe dal tuning tipico tedesco; entro e c'è un sacco di gente, prendo il bigliettino come al banco affettati del supermercato ed attendo il mio turno, gironzolando per il negozio osservando la merce esposta fra cui ricambi, souvenir, pezzi d'arredamento, accessori, vestiario eccetera. Mi sale un po' la rabbia vedendo tanta italianità in un negozio tedesco, pubblicità d'epoca italiane, tabelle sali e tabacchi originali, serigrafie, tutte cose che da noi son sparite o son state gettate a ferrovecchio. E per finire diverse Vespe esposte, molte con targa ancora italiana. Possibile che non siamo stati capaci di salvare il nostro patrimonio e farlo fruttare a dovere? Possibile che ci siamo fatti portar via tutto? Cerco di non pensarci e visto che l'attesa si fa lunga mi accomodo al bar/ristorante del negozio per mangiarmi qualcosa e rifarmi gli occhi con le cameriere che hanno il loro perchè (mica stupidi qui!). Il menù è tipico italiano e i prezzi anche, se non più economici! Mi guardo attorno e la fisionomia della maggior parte delle persone non mi sembra tipica tedesca, anche se tutti parlano questa lingua. Ad un tratto uno si tradisce e dice qualcosa in italiano rivolgendosi al suo amico. Per attaccare bottone e far passare il tempo esclamo ÔÇ£oh menomale che c'è qualcuno che parla la mia lingua e a cui chiedere informazioniÔÇØ e il tipo dal canto suo risponde ÔÇ£il 70% delle persone che sono qui in questo momento sono italiani emigratiÔÇØ e come nei film metà della gente presente si gira a guardarci! Ecco perchè non mi tornava la fisionomia! Chiacchierando un po' mi viene detto che son fortunato che c'è poca gente oggi (menomale, ho già quasi perso 2 ore) e finalmente viene il mio turno. Chiedo per il pick up. L'addetto dopo aver smacchinato un po' sul computer mi dice che lo hanno, ma solo originale e quindi costa un po' di più: nessun problema, mi basta avere il ricambio! Mi fa riaccomodare in attesa e dopo altri 15 minuti vedo arrivare il mio bel pick up sul nastro trasportatore direttamente dal magazzino automatizzato. Chiedo se vi è possibilità di sostituirlo o se mi prestano un saldatore a stagno in modo da arrangiarmi, ma mi viene risposto che l'officina è chiusa ma magari c'è qualcuno alla sala prove motori che può aiutarmi. Pago e vado a vedere, ma nessuno oggi sta provando nulla: peccato, un mostro da una trentina di cavalli sui rulli me lo sarei sparato volentieri. Mi rimetto in sella ma dopo 200 metri sono ancora fermo in un'altra officina, Yamaha, per chiedere un saldatore. Il proprietario mi dice che il meccanico non c'è, che gli attrezzi non può toccarli e che son le 13 inoltrate di sabato e andrebbe volentieri a casa. Non ha tutti i torti, quindi mi rimetto i miei pezzi in tasca e riparto. Devo dire che dopo nemmeno 100km la Romantishe Strasse mi ha rotto le palle. Oltretutto una volta arrivato a destinazione non saprei dove andare, perchè non ho pianificato la via del ritorno. La mente inizia a pensare, che faccio? Devo cambiar percorso altrimenti dopodomani son già a casa. ├ë da qualche mese che mi ronza nella testa Berlino, senza un particolare motivo. Dai che la provo! Bene, fatta! Estraggo le cartine e ricalcolo il percorso: direzione Augusta, poi si vedrà! Da Augusta punto a Norimberga, ho in mente il Nurburing (che poi da ignorante scopro che è da tutt'altra parte). Inizia a piovere leggermente e fa freddino. Non ho un ÔÇ£trip masterÔÇØ scritto quindi ÔÇ£navigo a vistaÔÇØ cercando di rimanere sulle vie principali. Purtroppo sono distratto e spesso sbaglio strada, quindi per recuperare la retta via e il tempo ogni tanto mi butto in Autobahn, per poi maledirmi ogni volta per aver preso questa decisione: non è come in Italia e non me lo ricordavo più! Le uscite sono distantissime fra loro e non ci sono nè distributori nè piazzole. Non ho con me nemmeno la tanica di benzina di riserva! L'unica nota in parte positiva è che non c'è traffico e quindi mi sento relativamente sicuro. Piove sempre più forte e tira vento ma non trovo un punto dove mettermi al riparo ed indossare l'antipioggia, finchè finalmente appare uno svincolo, dove esco e subito mi infilo sotto il cavalcavia della stessa autostrada che sto percorrendo. Scendo dalla Vespa, ovviamente ho i jeans fradici, mentre il sopra è passabile, anche perchè il giubbotto che indosso è antipioggia. Come tutti sanno non c'è cosa peggiore che mettersi la tenuta da pioggia sopra vestiti già bagnati, ma tant'è che al momento non ho alternative. Dopo pochi minuti arrivano 3 motociclisti autoctoni che hanno avuto la mia stessa idea, ovvero mettersi al riparo per coprirsi. Sono del posto, loro fra 50 km sono con le moto in garage, io non so nemmeno dove sono. ÔÇ£Speriamo smettaÔÇØ accenno e uno di loro in maniera molto rassicurante risponde ÔÇ£in realtà han detto che poi peggioraÔÇØ. Che culo! Nell'attesa faccio due chiacchiere ma i tre non sono molto socievoli. Faccio qualche foto alla Vespa spavaldamente parcheggiata davanti alle tre bestie dei tedeschi e appena cala un po' la pioggia riparto. Poco prima di Norimberga mi rifermo a far benzina e a mettere qualcosa sotto i denti. Ovviamente non tolgo nulla di dosso se non casco e guanti, altrimenti poi non riesco più a rivestirmi essendo bagnato. La ragazza del bar mi guarda piuttosto male, ma chissenefrega, avrà sicuramente visto di peggio. Ordino per errore un caffè per scaldarmi un po': definirlo imbevibile è ancora un complimento! Rasenta il mezzo litro di brodaglia e gli 8000gradi di temperatura. Metto 2 etti di zucchero ma fa schifo uguale. Ne bevo lo stretto necessario e poi molto scaltramente getto il tutto nell'immondizia, pago e riparto. Raggiungo Norimberga, dove inizialmente pensavo di fermarmi per la notte, ma guardo l'orologio ed è ancora presto. E poi non mi convince come posto, preferisco fermarmi nei paesini. Proseguo fino a Bayreuth, la quale mi sembra di capire sia una specie di cittadina universitaria. Ci sono svariate indicazioni di una festa nella serata, quindi penso sia il posto giusto per fare un po' di vita sociale. Esagero e mi dirigo presso un ostello della gioventù, con l'intento di trovare compagnia, ma sfortunatamente è pieno zeppo! Mi sposto quindi verso il centro e gironzolando qua e la trovo un alberghetto in una posizione abbastanza comoda e ad un prezzo ragionevole. La domanda principale alla reception è: dove posso parcheggiare la Vespa? Mi indicano dei parcheggi sulla strada, ma non mi convincono più di molto. Mi assicurano che la zona è tranquilla, anche se il parcheggio si trova esattamente di fronte a un centro scommesse o roba simile. Non ho alternative e quindi infilo la mia metà metallica fra altri motoroni di grossa taglia (e anche in questo caso lo faccio fiero), togliendo tutto dal bauletto e dandole una carezza rassicurante sul cupolino del fanale. Lo scarico bagagli è sempre imbarazzante: 3 borse avvolte nei sacchi della spazzatura, mi chiedo sempre che effetto faccio agli occhi della gente che mi osserva. Elastici dappertutto, brutte parole e roba che cade. Ah e ovviamente casco in testa altrimenti non so con che mano tenerlo! Mi accomodo in camera e mi tolgo tutto quello che ho addosso: è tutto completamente fradicio: come detto poco prima non è una buona cosa mettersi la tuta antipioggia sopra i vestiti bagnati, manca poco che mi squamo! La stanza diventa un enorme appendino, stendo tutto, mi faccio una doccia bollente e rigenerante e mi avvio a piedi verso il centro. Mi sento un po' Bettinelli, sarà per il nome esotico della cittadina, Bayreuth, sarà perchè gli abitanti non sono di fattezze tipicamente tedesche, ma mi sento molto avventuriero. Decido di restare in tema e dopo avere fatto un paio di vasche sul corso principale (fra l'altro molto carino) mi fermo a mangiare un kebab: ÔÇ£sSolo carne grazieÔÇØ ÔÇ£Ma come solo carne, niente verdure?ÔÇØ ÔÇ£ No grazie, solo carneÔÇØ ÔÇ£Ci mettiamo qualche salsa in modo che lo digerisci meglio?ÔÇØ ÔÇ£Ok per la salsa, fai anche una porzione di patatineÔÇØ. Ho gli occhi più grandi della bocca! Mi si presenta un kebab col quale potrei nutrirmi tre giorni dal grande e pieno che è, con a fianco delle patatine unte come non avevo mai visto. Ne assaggio una, mi sa che rimarranno dove sono. Addento il panino, untissimo e piccante: mi sa che stanotte morirò di sete e rutterò kebab! Mi siedo su un tavolino che dà sul corso principale e mi guardo attorno: mi sento un vero raider! Riesco a ingurgitare a malapena metà di quel panino, il resto lo abbandono sul tavolo insieme alle patatine, mi spiace lasciarlo lì ma non trovo bidoni dell'immondizia dove occultarlo. Faccio ancora qualche passo guardandomi attorno. Sento anche qui qualcuno parlare italiano, qualche genitore che va a trovare il figlo che probabilmente qui studia/lavora. Osservo le vetrine delle agenzie viaggi, c'è un offerta last minute il lago di Garda, in un paese vicinissimo al mio. I nomi dei luoghi e degli alberghi sono talmente storpiati che non riesco a capire dove cavolo stiano mandando questa gente. Poco male, tanto io sono in Vespa e a casa torno in Vespa. Mi prendo un gelato per cercare di mandar giù il kebab e mi fermo in un locale a bere una lemon soda. Vedo poca gente in giro e poi capisco che è perchè c'è un'importante partita di calcio e tutti sono rinchiusi nelle case o nei bar a guardarla. Quella famosa festa di cui avevo visto i cartelloni è troppo distante da dove sono io, non ho intenzione di prendere in mano la Vespa e nemmeno di farmi scarrozzare in giro da taxi e bus. Quindi me ne torno tranquillo in hotel, ho da pianificare il percorso per domani. Stendo la cartina della Germania sul letto e metto un dito dove sono. Poi guardo un po' più in su e penso ÔÇ£si va a Berlino AndrewÔÇØ; mancano poco più di 300km, 2/3 della strada li ho percorsi, mi sento già arrivato. Riporto sul mio ÔÇ£trip masterÔÇØ i nomi dei paesi che devo passare e i numeri delle strade che devo percorrere. Guardo il meteo sul telefono, non promette nulla di buono per il giorno seguente. Incrocio le dita, mi infilo sotto le coperte e dormo.
  6. VespaHulk

    A Berlino in Vespa

    dovete pazientare un poco
  7. Può capitare che qualcosa vada storto...
  8. Devo smentire, la mia 200 non perde una goccia di olio, salvo sfiati dal collettore sul cilindro oppure perdite dal carburatore causa allentamento viti. Comunque come consigliato per prima cosa lava bene il motore. Sul px i punti più papabili sono la leva comando frizione e relativo carterino
  9. che da una parte sia smussata a quel modo la battuta è normale!!! devi guardarla mettendo l'ingranaggio in verticale
  10. La crocera che marca è? L'ingranaggio come era messo? Mi sembra strano ti salti la quarta e con motore in rilascio oltretutto. Il selettore lo avevi cambiato?
  11. Credo anche io sia un problema centraggio cilindro. Il volano può montare solo in un modo. Se lo sfregamento non si risolve asporta del materiale dal cilindro da dove tocca. A me è capitato montando un dr su un px 2011. Ho limato un po' la sacca del travaso e poi ho messo in moto lasciando che la corona si facesse strada da sola
  12. VespaHulk

    A Berlino in Vespa

    2 GIUGNO: SI PARTE! LIMONE SUL GARDA-SCHWANGAU 390KM Sveglia di buonora per cambiare il filo frizione, ovviamente so già che devo smontare anche il cupolino copristerzo perchè la guaina fa un giro stupido e la sostituzione non è così immediata. La Vespa in pochi istanti da bianca linda diventa nera, così come le mie mani. Pulisco tutto alla bene e meglio, carico i bagagli e punto la ruota verso l'uscita del vialetto di casa. I primi chilometri come al solito sono impacciati, occorre capire per bene l'equilibrio del mezzo e le reazioni, quindi si va cauti. Poi manmano si prende confidenza e si ricomincia a viaggiare a velocità normali di 70/80Km/h. Mi sembra di essere uno di quelli veri, giacca da moto, jeans in kevlar, bandana, guantini e stivaletti. Da quando lo scorso inverno ho comprato questi accessori non so più farne a meno, se non li indosso mi sembra di girare nudo, anche se a volte mi sembra di essere fin troppo bardato. Unica cosa non adatta è il casco, è un classico casco aperto a visiera lunga, l'integrale non riesco a indossarlo, mi da un senso di soffocamento e limitata visibilità che non mi piace. Mi riprometto che prima o poi ne comprerò più sicuro, ma per ora va bene questo. Prima tappa da un vecchio amico meccanico di Vespe al paese vicino sia per comprare un filo della frizione di scorta che come gesto scaramantico. ÔÇ£Dove vai?ÔÇØ mi chiede. ÔÇ£Vado a farmi un giretto qualche giorno in GermaniaÔÇØ rispondo. ÔÇ£Ma che aspetti a comprarti una moto seria?ÔÇØ In effetti non ha tutti i torti. Mi chiede che ricambi ho con me, mi da del pazzo e mi ribadisce che lui una Vespa con quelle ruotine da 10 e quel motore ridicolo non la vuole neanche se regalata (tenendo conto che ne ha riparate ed elaborate per 40 anni!) Riprendo il mio viaggio, son già un'ora in ritardo: obbiettivo del giorno arrivare a Fussen, dove inizia la Romantische Strasse. A Trento altra brutta sorpresa, motociclista steso a terra con ambulanze attorno e un lenzuolo bianco a coprirlo non troppo rassicurante. Cerco di non guardare per non farmi prendere dai brutti pensieri, sono solo a 40km da casa. Imbocco la statale del Brennero per dirigermi verso Bolzano, non mi piace molto questa strada, è tanto dritta, lunga e monotona ma è l'unico modo per allontanarsi velocemente dal punto di partenza. A Bolzano passo alla ME-BO (Merano-Bolzano) e anche qui viaggio abbastanza teso, l'ultima volta su questa specie di supestrada (dove sfrecciano a tutta velocità) ho grippato 2 volte in pochi chilometri (errore di rettifica del cilindro) e quindi procedo con orecchio teso e mano sulla leva frizione. Arrivo a Merano che è quasi ora di pranzo. Mi fermo a un supermercato ed in onore ai giri fatti con i miei amici mi procuro un pranzo al sacco da consumarsi lungo la strada: pane, affettati, formaggio, biscotti al cioccolato (che porterò sulla pedana per 3 giorni), acqua e una mela (che farà quasi tutto il viaggio con me senza esser mangiata). Riprendo la marcia per andare ad imboccare il passo Rombo, ma una distrazione mi fa sbagliare incrocio e mi ritrovo sulla strada che mi porta allo Stelvio. Quindi dietrofront e si ritorna sul percorso corretto, una trentina di chilometri percorsi per nulla. Se non fosse per il traffico non ci sarebbero stati problemi, ma invece con questa distrazione ho perso parecchio tempo. Finalmente inizio la salita del passo Rombo. Il cielo è terso di nuvole e l'asfalto umido, incrocio le dita e spero che il tempo regga. Dopo qualche tornante mi fermo al ciglio della strada per mettere qualcosa sotto i denti, gustandomi il panorama sulla valle sottostante. La Vespa è parcheggiata alle mie spalle, mi volto a guardarla, siamo io e lei: il viaggio è iniziato. Sorrido compiaciuto e mentre mi gusto il panino osservo gli altri motociclisti che scalano il passo. Ad un tratto sento come delle fucilate. Qualcuno sta scannando un monocilindrico salendo in maniera forsennata. Sento che si avvicina, lo vedo arrivare, è un KTM nella classica colorazione arancio. Lui vestito con una tuta in pelle nera, casco nero, visiera scura: il Cavaliere Nero! Arriva in piena al tornante dove io sto finendo di pranzare, scala marcia mi guarda e con la mano destra mi alza il pollice, poi ributta lo sguardo sulla curva, ci si infila e riparte infilando marce una sull'altra, con un rumore assordante di scarico aperto. Lo sentirò salire per diversi tornanti e poi lo vedrò riscendere, soddisfatto per essersi sfogato su quelle curve. Gli sorrido e lo saluto, mi infilo casco e guanti e riparto. La salita verso il passo Rombo è lunghetta e un po' impegnativa, il meteo come detto non è il top e la vespa sopra i 1800mt inizia a scarburarsi, quindi più della seconda non riesco a mettere: mi sembra di non arrivare mai in cima! Incontro pochissimo traffico ma il panorama è poco godibile. Ad un certo punto ho la convinzione di aver sbagliato qualcosa, svalico e inizio la discesa: sapevo che il passo è a pagamento ma di ÔÇ£caselliÔÇØ nemmeno l'ombra! Sul lato austriaco e il panorama cambia completamente, così come la tipologia e la qualità della strada: molto molto meglio! Purtroppo il meteo continua ad essere brutto, con un cielo grigio che non mi permette di godermi appieno ciò che mi circonda. L'unica cosa che mi godo per bene è l'inaspettato freddo. Arrivo finalmente al ÔÇ£check pointÔÇØ che scopro essere il Top Mountain Motorcycle Museum, il museo delle motociclette più alto d'Europa (2175mt). Qualche foto di rito e si riparte, vorrei arrivare a Fussen prima di sera e la strada è ancora lunga. Scendo curva dopo curva il passo, finchè nei pressi di Solden, mentre esco da una rotonda presa ottimisticamente in terza a velocità relativamente bassa, la Vespa inizia a strattonare ed andar male. Penso ÔÇ£si sarà ingolfata scendendoÔÇØ e provo a tirare due marce, ma niente. Vedo un distributore sulla mia destra, metto la freccia per svoltare e come metto la folle per fermarmi il motore si spegne per non ripartire più. ÔÇ£Cazzo speriamo sia la candelaÔÇØ penso. Smonto la pancia destra, smonto la candela, la osservo ma sembra bella. Apro il cassetto portaoggetti per prenderne una nuova e solo in quel momento realizzo che ne ho solo di vecchie, funzionanti ma vecchie! Non mi è mai capitato sul mio px di doverne cambiare una per strada e prima di partire non ho nemmeno verificato di averne una nuova con me convinto che ci fosse, probabilmente l'ho prestata a qualcuno e non l'ho più rimpiazzata. Va beh mettiamone una vecchia e vediamo che succede: ovviamente nulla! Verifico la scintilla, è molto molto scarsa, mi sale l'ansia. Cambio la bobina, scintilla un po' migliore ma ancora nulla. Nel frattempo c'è un viavai di gente attorno a me ma nessuno chiede se ho bisogno di qualcosa: che cordiali questi austriaci! Mi siedo a terra scazzatissimo e penso ÔÇ£iniziamo bene, non ho fatto nemmeno 250km e son già fermo, mai successo in 10 anni che giro col pxÔÇØ. Tiro fuori tutta la sacca attrezzi e ricambi e disseminando roba ovunque mi metto a smontare il volano per cambiare lo statore. Rimonto e provo: bingo! Unico problema, lo statore è di un motore LML che ho a casa e non so in che condizioni sia e se regge. In qualche modo collego i fili per avere corrente ai fari e per sicurezza metto tutto ritardato, in modo che perlomeno non vado a bucare il pistone se qualcosa non torna con la fase d'accensione. Quindi mi informo subito per la ricerca di un ricambio, ovvero un pick up. Chiedo in una falegnameria adiacente al distributore se in zona esiste un negozio di ricambi per moto, ma non sanno rispondermi. Chiedo quindi alla donna del distributore e mi dice che dovrei tornare indietro 20Km e forse trovo qualcosa: non se ne parla. Quindi faccio il pieno, vado a rendere nero il lavandino del bagno del distributore e riparto incrociando le dita! Lungo la strada verso Fussen mi fermo ogni tanto a chiedere di ricambisti, ma sembra non esistano veicoli a due ruote in queste zone. Nel frattempo inizia anche a piovere ed ho ancora parecchia strada da fare, fra cui un passo che scopro per fortuna essere alto solo 600mt. Alla sosta benzina successiva parcheggio arrogantemente a fianco di due BMWisti olandesi, uno dei quali un vero e proprio armadio, sia lui che la sua moto. Prendo un caffè ed esco per vedere dove sono sulla cartina. C'è vento e l'operazione è difficoltosa, al punto che i due olandesi mi vengono in aiuto per evitare che mi voli via tutto: ÔÇ£Dove vai?ÔÇØ mi chiedono in inglese ÔÇ£Per ora a FussenÔÇØ rispondo. ÔÇ£Ma che moto è questa?ÔÇØ ÔÇ£Una VespaÔÇØ ribatto, rimanendo quasi spiazzato dal fatto che non ne avessero mai vista una. ÔÇ£Ma è 50?ÔÇØ mi chiede l'armadio. ÔÇ£No è 200, c'è anche scrittoÔÇØ ÔÇ£Ah, è così piccola che pensavo fosse 50ÔÇØ. Mi vien da ridere a ripensarci. Chiacchieriamo un po', loro stanno andando a fare lo Stelvio per poi passare qualche giorno nel nostro bel paese e sono euforici, sono in viaggio dalle 4 di mattina. Mi sento così piccolo a fianco a loro! Stretta di mano e augurio reciproco di buon viaggio! Si riparte fra pioggia, vento e cielo grigio! Finalmente arrivo a Fussen che son quasi le 18,30 e inizio il solito giro di ricognizione per trovare da dormire: improponibile! Si va dagli 80 euro in su per una singola, senza colazione! Gironzolo un po' e fuori da un negozio di bici vedo parcheggiata una vespa 50 farotondo, forse questo può aiutarmi almeno per i ricambi! Entro e chiedo. Il tipo ha comprato la Vespa in Italia nemmeno una settimana fa e mi dice che è un suo amico che se ne occupa della manutenzione, quindi lo chiama e cerca di farmi indicare un personaggio che forse ha qualcosa e che si trova non molto distante da li. Mi reco immediatamente da questa persona e lo trovo che sta sgorgando un pozzo nero con un secchio da cantiere! Molto bene, ottimo! Noto che ha una Cosa mezza coperta sotto un telo, gli spiego il problema (ÔÇ£mi serve un pick upÔÇØ), mi dice che lui non può aiutarmi ma che a 15km c'è un suo amico che vende e ripara Ape. Mi spiega la strada, ma inizia a esser tardi e scuro e devo ancora trovar da dormire. Decido di rimandare all'indomani. Parto per tornare in centro e sbatatamente lascio lo zaino ricambi e attrezzi aperto e non fissato sulla seduta posteriore della sella (quello è il suo posto, da passeggero, legato con una rete elastica, che purtroppo non ho rimesso), il quale dopo un metro cade e dissemina roba dappertutto nel piazzale di quella specie di officina, il tutto accompagnato da imprecazioni in italiano che il tedesco farebbe bene ad annotarsi. Torno a Fussen, rifaccio il giro per cercar da dormire, provo anche nelle guesthouse ma nulla. Decido di spostarmi al paese successivo, Schwangau, e tentare la sorte li. Anche qui o tutto pieno (e non vedevo in giro nessuno) oppure prezzi fuori dalla grazia di dio (si arriva anche a 100 euro per la singola). Trovo una specie di pensione, in realtà sembra abbandonata ma sulla porta c'è un cartello riportante ÔÇ£Zimmer FreiÔÇØ. Suono, appare un signore anziano il quale mi fa accomodare e mi dice ÔÇ£45 euro con la colazioneÔÇØ. Son talmente stanco che accetto subito. Mi porta nella sala bar per farmi una specie di ricevuta e qui mi rendo conto di dove son capitato: si tratta realmente di una pensione abbandonata, in condizioni pietose. Vorrei andarmene subito ma il proprietario sta già compilando la ricevuta. Mi guardo attorno e ci sono pile di piatti e padelle alte metri sporche e accatastate da chissà quanto tempo, bottiglie aperte abbandonate sui tavoli, roba sparpagliata dappertutto. ÔÇ£MammamiaÔÇØ penso ÔÇ£spero di risvegliarmi senzza malattie, con ancora tutti gli organi e con la Vespa ancora nel parcheggio domani mattinaÔÇØ. Mi da la chiave della camera e ho paura di cosa ci possa trovare: in realtà mi ritrovo in un ambiente che, viste le condizioni del resto, risulta essere anche abbastanza pulito e ordinato. Mi lavo, mi cambio e torno a Fussen in cerca di qualcosa da mettere sotto i denti. Parcheggio in una viottola in centro a fianco di un'Ape 50, giusto per non far sentire troppo sola la mia Vespa e me ne vado a far due passi. La cosa che mi stupisce è che ci son più italiani che al mio paese, dove invece nel periodo estivo è pieno di tedeschi. Faccio finta di nulla, anche se il giubbino che indosso con la pubblicità della ditta dove lavoro tradisce la mia provenienza. Mi guardo un po' attorno ma non trovo un posto che mi ispira particolarmente dove mangiare, quindi scelgo l'opzione ÔÇ£dove c'è più gente vuol dire che si mangia meglioÔÇØ e mi accomodo ad un tavolino lungo la via principale del centro. Fa fresco e infatti qualcuno ha addosso una coperta. Ordino la classica wienerschnitzel unta per sempre con patatine fritte e una cocacola. Niente di eccezionale devo dire, mangio abbastanza in fretta senza star a sindacare troppo, mi rifaccio un giretto a piedi nel centro storico e poi recupero la Vespa per tornare in quella specie di pensione-tugurio e buttarmi finalmente a letto, non prima di aver ricontrollato la strada da percorrere l'indomani.
  13. VespaHulk

    A Berlino in Vespa

    Buonasera tutti i lettori della sezione viaggi! Ho deciso di ravvivare un po' questa sezione riportando la cronaca del mio viaggio a Berlino compiutosi nell'ormai lontano mese di giugno del 2017. Essendo che devo riordinare un po' i ricordi e soprattutto trovare il tempo e la giusta ispirazione per riportarli scritti, pubblicherò un poco alla volta il racconto, suddividendolo in capitoli. PREMESSA Inizio col dichiarare che non sono per natura un viaggiatore, ma piuttosto mi definisco un normale utilizzatore/appassionato di Vespa. Con ciò non dico di non averci mai viaggiato anzi, in realtà quasi ogni estate con gli amici faccio scorazzate di 1500 Km e 3-4 giorni, aggiungendoci poi giretti vari e raid, ma prettamente il mio utilizzo della Vespa è quotidiano, per necessità e diletto. Quest'anno, o meglio lo scorso anno ormai (insomma, nel 2017) visto il raggiungimento dei miei 30 anni e del mio decennale da pxista (in totale 16anni che mi muovo in sella ad una Vespa) ho deciso di fare un viaggio un po' più lungo, da solo, per festeggiare a dovere questi due eventi e per soddisfare la necessità di provare a sfidare me stesso e valutare le mie capacità. Durante l'inverno quindi ho riflettuto sulla meta da raggiungere, confrontandomi con amici viaggiatori e consultando il web, arrivando a decidere di percorrere la Romantische Strasse, la strada dei castelli fra Germania ed Austria, un percorso molto panoramico e consigliato da molti motociclisti. Con l'occasione penso anche di fermarmi lungo la strada a salutare alcuni amici emigrati nei dintorni per lavoro. L'idea è di fare comunque qualcosa di non estremo e di rimanere in zone ÔÇ£battuteÔÇØ visto che viaggerò da solo. I PREPARATIVI Meta decisa quindi, perciò durante la primavera si inizia a pianificare il viaggio. Mi procuro le cartine di Austria e Germania e sera dopo sera mi studio mano a mano quale percorso scegliere, prefissandomi tappe di circa 3/400km al giorno. Decido fermamente di non affidarmi a navigatori, voglio viaggiare nello stile del mezzo ed essere in grado di cavarmela in qualsiasi situazione. A proposito, il mezzo! Ovviamente la scelta ricade immediatamente e senza ombra di dubbio sulla P200E del 79, la mia compagna fedele che conosco rondella per rondella e con la quale sono in completa sintonia. Ho anche una Vespa, più recente, con faro alogeno, freno a disco, motore più prestante, sospensioni migliori, prese di corrente ecc, ma non me la sento cucita addosso come la 200, che considero la mia naturale estensione. Mi dedico quindi alla preparazione del mezzo, niente di eccezionale in realtà, il motore l'ho revisionato completamente l'anno precedente, basta solo una buona messa a punto, un cambio gomme e un po' di test di affidabilità, ma in realtà usandola praticamente ogni giorno l'affidabilità è già assodata. Oltretutto il motore è completamente originale meno la marmitta, dove mi son concesso una padella Polini, che oltre ad avere un bel sound mi da qualcosa in più a livello di coppia che non guasta mai. Durante i raid o i giretti allestisco la Vespa in visione del viaggio che mi aspetta, portandomi appresso attrezzatura e ricambi principali e prodigandomi a riparazioni on the road ad amici o altri vespisti in difficoltà, per testare appunto cosa mi può o non può servire in caso di guasti. Stessa cosa per gli indumenti, ho la tendenza a portarmi più del necessario e quindi questa volta devo imparare a portarmi il giusto, per non caricare troppo il veicolo, visto che già attrezzi, ricambi e olio hanno il loro peso e volume. POCHI GIORNI AL D-DAY Giugno si avvicina, La data di partenza è fissata per il 2. Sono agitato, ma non troppo. Se qualcosa va male posso sempre girarmi e tornare indietro, non ho prenotato da nessuna parte, anche nei giri con gli amici abbiamo sempre fatto così, ci fermiamo una volta stufi e troviamo da dormire dove siamo. Come ho detto è la prima volta che compio un viaggio così lungo da solo. Amici e parenti sono un po' preoccupati ma io prontamente rispondo sempre ÔÇ£Bettinelli si è fatto il giro del mondo da solo e non sapeva nemmeno cambiarsi la candelaÔÇØ. Poi comunque sono in Germania, non in capo al mondo, la lingua la so e in caso di guasti mi so arrangiare. Qualche sera prima di partire mi trovo con degli amici vespisti della mia zona per una pizza e purtroppo accade un episodio che mi ha fatto riflettere e che mi ha lasciato ansia e preoccupazione per tutto il viaggio: ad uno di loro scoppia la gomma posteriore mentre si sta avvicinando al luogo di incontro. Perdita di controllo del mezzo anche se la velocità non è alta, caduta rovinosa su strada ad alto scorrimento e intervento dell'ambulanza. Solo escoriazioni e qualche botta per fortuna. Ecco, a questo non ci ho pensato! Se mi succede qualcosa del genere e sono da solo? Per scaramanzia non ho mai portato nemmeno un cerotto nei miei giri e anche questa volta non lo farò. Mi tocco ampliamente i gioelli e cerco di non pensarci, altrimenti non parto. 1 GIUGNO è il venerdi prima della partenza, finisco di lavorare, preparo le ultime cose e come di rito mi vado a fare un giro con la 200 in paese per fare due passi sul lungolago. Arrivo all'incrocio, tiro la frizone e tac, salta il filo! Iniziamo bene! Sono le 10 di sera, alle 8 domani mattina voglio partire. Che palle! ÔÇ£Va behÔÇØ penso, ÔÇ£meglio cambiarlo a casa in garage con tutti gli attrezzi e le comodità che magari doverlo fare per strada sotto la pioggiaÔÇØ. Quindi torno a casa e ovviamente la notte dormo agitato pensando che la mattina avrei dovuto rompermi le palle per cambiare il filo.
  14. Bel lavoro Paolo! Sul mio p200e ho lo stesso problema del leveraggio frizione che ha molta corsa e pensavo anche io fosse un problema di spessore sotto il pacco frizione. Ma aumentandolo poi l'ingranaggio non va a lavorare male sulla corona?
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