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Ero partito per fuggire dal mondo, e invece ho finito per trovare un mondo: a sorpresa, il viaggio è diventato epifania di un'Italia vitale e segreta. Ne ho scritto con rabbia e meraviglia. Meraviglia per la fiabesca bellezza del paesaggio umano e naturale; rabbia per il potere che lo ignora.

├ê un attimo. Come infilo la chiavetta a forma di chiodo nella toppa dell'accensione, la Calabria diventa lontana come la Patagonia. E l'Aspromonte, capolinea del viaggio, si trasforma in un infuocato purgatorio, perso nei miasmi della distanza. Ce la farò? Non accendo nemmeno il motore. Guardo le spiagge roventi della Riviera di Ponente, le prime luci dei ristoranti, le donne tirreniche, le palme, le agavi, e mi chiedo come ho fatto a cacciarmi in un guaio simile. Fare gli Appennini per le strade minori è già una follia.

Non c'è nessun mistero in fondo a un rettilineo. Il rettilineo non accorcia un bel niente: ti mangia la vita, è un interminabile nulla, una condanna come la galera. La nostra invece è una storia di paracarri e tornanti. Un viaggio tatto di curve, nella pancia del paese. Migliaia di curve. A falcata lunga o di culo basso, spigolose o rotonde, non importa. Un viaggio di uomini e incontri. Una pista cheyenne incollata alla spina dorsale del paese

Paolo Rumiz

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Inviato

Stavo giusto pensando di segnalarlo nel thread dei libri di viaggio! Comprato sei mesi fa e divorato in pochi giorni con il triste pensiero che sarebbe finito troppo in fretta... Rumiz è assolutamente coinvolgente; la sua attenzione, spesso per particolari di cose e persone apparentemente insignificanti, e la sua curiosità per tutto ciò che gli passa davanti agli occhi durante i suoi spostamenti, normalmente per vie secondarie e poco battute dalla massa, sono quasi imbarazzanti davanti alla superficialità con cui spesso noi affrontiamo un viaggio. Nel passo in cui descrive la scelta dell'albero perfetto da parte del mastro liutaio, nel bosco che fu di Stradivari, giuro che mi ha fatto venire i brividi per l'emozione!

Consiglio vivamente la lettura, senza arrendersi alle prime pagine che possono sembrare un po' pesanti e inconcludenti.

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Stavo giusto pensando di segnalarlo nel thread dei libri di viaggio! Comprato sei mesi fa e divorato in pochi giorni con il triste pensiero che sarebbe finito troppo in fretta... Rumiz è assolutamente coinvolgente; la sua attenzione, spesso per particolari di cose e persone apparentemente insignificanti, e la sua curiosità per tutto ciò che gli passa davanti agli occhi durante i suoi spostamenti, normalmente per vie secondarie e poco battute dalla massa, sono quasi imbarazzanti davanti alla superficialità con cui spesso noi affrontiamo un viaggio. Nel passo in cui descrive la scelta dell'albero perfetto da parte del mastro liutaio, nel bosco che fu di Stradivari, giuro che mi ha fatto venire i brividi per l'emozione!

Consiglio vivamente la lettura, senza arrendersi alle prime pagine che possono sembrare un po' pesanti e inconcludenti.

Grazie per l'introduzione del libro._smile_

Inviato (modificato)

paolo_rumiz_la_leggenda_dei.jpg

Confermo. Il racconto di un'Italia a misura di vespista. L'ho letto solo il mese scorso dopo parecchi mesi dall'acquisto. Certi libri per me sono un po' come bottiglie di buon vino d'annata, che si gustano meglio quando c'è la giusta occasione, che per me è stata l'uscita del mio libro. Mi serviva leggere qualcosa che mi allontanasse per un po' dalla Patagonia, di cui negli ultimi mesi avevo fatto indigestione. Sapevo che il libro di Rumiz era un pezzo pregiato in quanto avevo seguito il suo reportage, giorno per giorno, pubblicato su Repubblica durante due viaggi compiuti dall'autore. Il primo attraverso le Alpi, dalla Slovenia alla costa ligure. L'altro, compiuto a bordo di una Fiat Topolino (in pratica una Vespa con 4 ruote!) lungo tutta la dorsale appenninica, fino al nostro "capo sud", in Calabria. Migliaia di chilometri su strade secondarie, passando da luoghi magici e incontrando personaggi, noti (Rigoni Stern, Mauro Corona, Vinicio Capossela, Giuseppe Cederna) e sconosciuti, che disegnano un'Italia ben diversa da quella che "viaggia" in escort o in TRANSit (perdonatemi la battutaccia), che abbiamo sotto gli occhi in questo periodo...

Un libro che è una miniera di spunti per girare in Vespa. Un romanzo che acquisterà valore con il passare degli anni. Una testimonianza che qualcuno doveva scrivere. Credo che "La leggenda dei monti naviganti" possa essere considerato lo "Strade Blu" d'Italia.

Piuttosto Orbo, se ti va scrivi una tua recensione per questa discussione.

http://www.vespaonline.com/vbulletin/viaggi-vespa/60808-i-vostri-libri-di-viaggio-preferiti-recensioni.html

L205

Modificato da Lorenzo205

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