Vai al contenuto

Cerca nella Comunità

Visualizzazione dei risultati per tag 'clacson'.

  • Ricerca per tag

    Tipi di tag separati da virgole.
  • Ricerca per autore

Tipo di contenuto


Forum

  • Forum Tematici
    • Le chiacchiere di Vespaonline
    • Tutti gli AperitiVOL
    • Consigli per gli acquisti
    • Scambi
    • Calendario raduni ed iniziative
    • Viaggi in Vespa
    • Le nostre soste
    • Fulminati Forum
  • Tecnica
    • Tecnica Generale: Telai Piccoli (ET3, PK, Special, ecc.ecc.)
    • Tecnica Generale: Telai Grandi (PX, PE, Rally, TS, Sprint, Ecc.ecc.)
    • Elaborazioni: Telai Piccoli (ET3, PK, Special, ecc.ecc.)
    • Elaborazioni: Telai Grandi (PX, PE, Rally, TS, Sprint, Ecc.ecc.)
    • Restauri: Nonne
    • Restauri: Telai Piccoli (ET3, PK, Special, ecc.ecc.)
    • Restauri: Telai Grandi (PX, PE, Rally, TS, Sprint, SS, GS Ecc.ecc.)
    • Restauro Motori Telai Piccoli
    • Restauro Motori Telai Grandi
    • Restauro Motori Nonne
  • Burocrazia
    • Revisioni
    • Assicurazioni
    • Vespe & incartamenti

Categorie

  • Varie
  • Manuali
    • Telai Grandi
    • Telai Piccoli
    • Nonne
  • Impianti Elettrici
    • Nonne
    • Telai Grandi
    • Telai Piccoli
  • L'Angolo di Frank
    • Attrezzature Particolari
    • Info Tecniche
    • Vespepungenti
  • Tecnica
  • Viaggi
  • Prove
  • Cataloghi
    • Altre Ditte
    • Nonne
    • Telai Grandi
    • Telai Piccoli

Product Groups

  • Gadget
  • Tessera VOL
  • Raid VOL
    • Raid Notturno 2016
    • Raid Col Turin├¼ 2016
    • 2°Raid Abruzzo 2016
    • Raid Ventennale 2017
    • Raid Istria 2017
    • Raid Sardegna 2017
    • Raid Brenta 2017
    • Raid del Carso 2017
    • Raid del Lupo 2018
    • Raid dei Grifoni 2018
    • Raid Guglielmo Tell 2018
    • Raid della Sibilla e del Gran Sasso 2018
    • Raid Alpi Apuane 2018
    • Raid Sardegna 2019
    • Raid Umbro 2019
    • Raid Giglio 2019
    • Raid del Sale 2019
    • Hopfen Raid 2019
  • Products

Cerca risultati in...

Trova risultati che...


Data di creazione

  • Inizio

    Fine


Ultimo aggiornamento

  • Inizio

    Fine


Filtra per numero di...

Registrato

  • Inizio

    Fine


Gruppo


About Me

Trovato 406 risultati

  1. Per veicoli demoliti si intendono quei veicoli di cui si conosce la targa ma che sono stati sicuramente demoliti dal proprietario con consegna di targa e documenti al PRA (anche se, raramente, conservano la targa ed anche i documenti!) o che, in qualsiasi modo, vengono identificate dal PRA in questo modo, mentre, per veicoli di origine sconosciuta si intendono quelli senza targa e documenti di cui si conosce solo la punzonatura (che dev’essere ben leggibile!) e nient’altro. Il nuovo Decreto ministeriale del 17/12/2009, pubblicato sul Supplemento Ordinario n. 55 della Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 65, il 19/03/2010, ha modificato le ultime disposizioni che impedivano, di fatto, la reimmatricolazione dei veicoli demoliti o di origine sconosciuta, per cui ora è possibile farlo, naturalmente seguendo le dovute modalità. Il decreto e l'ultima circolare esplicativa per le motorizzazioni, quella del 04-10-2010, potete scaricarli da qui: http://www.vesparesources.com/files/file/317-decreto-ministeriale-17122009-per-veicoli-storic/ e qui: http://www.vesparesources.com/files/file/318-circolare-n-79260-del-4-ottobre-2010/ Quindi bisognerà fare un'immatricolazione come veicolo d'interesse storico e collezionistico (solo se la Vespa ha 20 o più anni, altrimenti si deve aspettare questa scadenza minima) tramite ASI o FMI, come da art. 60 del CdS. L'FMI è più indicato per le moto e per la minor spesa e perdita di tempo e risorse ma, chi fosse già iscritto all'ASI, può seguire senz'altro quella strada, usufruendo dell'Attestato di Storicità e del Certificato di rilevanza storica e collezionistica (vedere qui: http://www.asifed.it/normative/certificati/certificato-di-rilevanza-storica/ ), rilasciato da loro, che hanno la stessa valenza. Per l'FMI vedere qui: http://www.federmoto.it/specialita/registro-storico/sezione/regolamenti/ Per prima cosa, se si conosce il presunto numero di targa, bisogna fare una visura o, meglio, un estratto cronologico al PRA (che è una visura in bollo, che servirà in motorizzazione), per verificare la corrispondenza dei numeri di telaio e lo stato amministrativo della Vespa, per verificare se sia realmente demolita dall'intestatario o altro per es.: radiata d'ufficio dal PRA per cui vale un'altra procedura che trovate qui: C'è il caso che un veicolo demolito abbia ancora la targa (raro ma non impossibile!), in questo caso è possibile reimmatricolarlo conservando la targa originale! La cosa è espressamente prevista dal decreto ministeriale che regola la materia al paragrafo: 2.2.1.2 Veicoli radiati e custoditi in aree private, radiati per demolizione c) rilascio dei documenti di circolazione Il competente UMC, sulla base degli esiti positivi della visita e prova dallo stesso effettuata ovvero sulla scorta del certificato di approvazione emesso dal CPA, rilascia i documenti di circolazione e le targhe secondo le modalità di cui all’art. 93 del Codice della strada, annotando nelle righe descrittive “veicolo di interesse storico e collezionistico, iscritto al n. …… del Registro…(specificare)”, acquisisce agli atti, in allegato alla domanda, le copie dei documenti sopra citati. Può accadere che il richiedente la riammissione alla circolazione sia in possesso dei documenti di circolazione originari e/o delle targhe. Nel caso di possesso delle targhe originarie, la riammissione alla circolazione può essere effettuata, a richiesta dell’interessato, con la riattivazione delle targhe originali. Il documento di circolazione originale, se presente, è aggiornato, oltre che in relazione ai dati dell’intestatario, con l’annotazione “veicolo di interesse storico collezionistico, iscritto al n. …… del Registro…, riammesso alla circolazione in data ……….” L’annotazione è apposta manualmente, ovvero, qualora disponibili le procedure meccanografiche, con la stampa di apposita etichetta. Nel caso di possesso dei soli documenti di circolazione, si procede alla reimmatricolazione con l’emissione di nuovi documenti di circolazione e nuove targhe. I documenti originali possono essere restituiti all’interessato, previa annotazione “non valido ai fini della circolazione”. Se, viceversa, NON si conosce il numero di targa e non ci si può risalire, si può procedere ugualmente, ma bisogna rendersi conto che si può andare incontro a spiacevoli sorprese, tipo che la vespa risulti rubata, oppure ancora in vita, oppure il precedente proprietario l'ha congelata con la perdita di possesso, o demolita per incentivi, ecc.. Insomma, tutte cose che rendono inutilizzabile la Vespa e che possono procurare, addirittura, qualche guaio con la giustizia. Quindi il mio consiglio è di NON cercare di immatricolare veicoli di cui non si ha conoscenza diretta della provenienza, perché si conosce bene il proprietario o perché lo si è visto nello stesso luogo per molti anni o, meglio ancora, se si riesce a risalire al numero di targa o, almeno, se si verifica presso le FdO che non risulti rubato. (Per risalire al numero di targa, se il veicolo non è inserito nel database telematico, è necessario conoscere la sede d'immatricolazione e almeno l'anno di costruzione, per poter consultare gli archivi cartacei della motorizzazione tramite le sole sigla e numero di telaio). Ricordate che, se un veicolo è stato demolito con incentivi, o di cui è documentata la distruzione fisica da parte di un demolitore autorizzato, per il solo fatto di possederlo si commette un reato penale, quindi fate tutti gli accertamenti del caso prima di acquistare un veicolo di origine sconosciuta! E' comunque molto semplice verificare se c'è la possibilità che un veicolo abbia preso incentivi, in quanto questi non sono stati distribuiti per le moto prima del 11/08/1997 (Art. 22 della Legge 7 agosto 1997, n. 266, "Interventi urgenti per l'economia", pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 186 dell'11 agosto 1997), quindi, qualunque moto demolita prima di quella data, automaticamente, non può aver percepito incentivi per la rottamazione. Naturalmente, bisogna almeno conoscere la targa del veicolo per sapere quando è stato demolito. La verifica per sapere se sono stati erogati incentivi non è facile, purtroppo, in quanto gli elenchi dei veicoli demoliti per incentivi sono reperibili solo presso gli enti che li hanno erogati (Stato, regioni, provincie, comuni), e solo raramente l'informazione appare nella visura al PRA. La verifica per sapere se esiste un certificato di distruzione è più semplice, in quanto dovrebbe essercene una copia nel fascicolo del veicolo conservato al PRA. Poi bisogna fare una scrittura privata di vendita in bollo da 16,00 euro (che dovete portare voi!) con firma autenticata del venditore, indispensabile per l'iscrizione al PRA, e di cui segue uno schema (ricordate che la scrittura privata di vendita è LA PRIMA COSA DA FARE, appena si acquista il veicolo! E, comunque, prima di ristrutturare il veicolo e prima di chiedere l'immatricolazione in motorizzazione! Perchè il mezzo deve risultare vostro prima di tutto anche per ragioni di sicurezza del diritto sul veicolo! Questo è valido anche se il veicolo non è stato acquistato direttamente ma è pervenuto in vostro possesso per vie traverse (regalato, ereditato o semplicemente trovato). E ricordate anche che la scrittura privata NON HA SCADENZA, a maggior ragione se il veicolo non è regolarmente iscritto al PRA e, anche se la presentate dopo anni dall'autentica, nessuno vi può dire nulla e non dovete pagare nessuna penale! Naturalmente, se non è possibile fare la scrittura privata con chi l'ha venduta o regalata, la si può fare, fittizia, con un parente o un amico, purché si sia assolutamente sicuri della lecita provenienza! Anche perché, per i veicoli di origine sconosciuta, è previsto che, dopo il collaudo, l’esaminatore della motorizzazione faccia scattare, a campione, una procedura di verifica della provenienza del veicolo da parte della Pubblica Sicurezza, per cui sarà esaminato il veicolo e verificata la vericidità della vendita! Quindi, occhio a quel che fate e dichiarate!): SCRITTURA PRIVATA Il sig. XY nato a ___ il ___ e residente in ___ alla Via ___ n. __, Codice Fiscale ___ V E N D E al sig. WJ nato a ____ il ___ e residente a ___ alla Via ___ n. ___, Codice Fiscale ___, il motociclo PIAGGIO Vespa 150/VBB2 (o quello che è), cilindrata 145,45 c.c., targa ____ (se la targa c'è fisicamente, altrimenti si scrive: "già targato _____" se si conosce solo il numero), telaio n. VBB2T *123456*, cavalli fiscali 3 – al prezzo di euro 100,00 (o il valore reale), usata nello stato in cui si trova, demolita dal PRA di ____ in data ___ (da specificare solo se si conosce la targa, altrimenti non si scrive) e comunque di pieno gradimento del sig WJ, per averla visionata in ogni sua parte. Resta inteso che il motociclo così com’è non è destinato alla circolazione stradale e il sig WJ ne prende atto. Ogni spesa per l’eventuale messa in circolazione del motoveicolo resta a carico del sig. WJ. Il sig. XY si dichiara completamente soddisfatto senza null’altro avere a pretendere dal sig. WJ. Letto, confermato e sottoscritto, in data odierna. Città, data In fede. firmaXY N.B. 1: i dati della Vespa devono essere scritti TUTTI: modello, cilindrata esatta, sigla e numero di telaio e cavalli fiscali o kW. N.B. 2: esibire i seguenti documenti al momento della firma: documento d'identità valida e codice fiscale venditore, documento d'identità e codice fiscale acquirente, libretto di circolazione (se c’è), foglio complementare (se c’è) ed estratto cronologico del PRA (se è possibile) (la presenza dell'acquirente non è necessaria in quanto firma il solo venditore che, naturalmente, deve avere con sé anche la copia dei documenti dell'acquirente). N.B. 3: è possibile (anzi, è "consigliabile"!) effettuare la scrittura privata di vendita utilizzando il Mod. NP-2B, in distribuzione presso gli uffici di ACI-PRA, in copia singola in bollo. L'autentica può essere fatta direttamente in comune (al costo di 0,52 euro per diritti di segreteria) o presso gli sportelli STA privati (agenzie autorizzate, con prezzi liberi, quindi mettetevi d'accordo PRIMA), ricordando di portarsi appresso la marca da bollo da 16,00 euro. Vedere: http://www.vesparesources.com/files/file/320-mod-np-2b-compilazione-come-atto-di-vendita/ IMPORTANTE: La scrittura privata di compravendita con firma autenticata serve anche a sincerarsi (e, in caso serva, per dimostrare la vostra buona fede nell'acquisto!) che la Vespa non sia rubata o un demolito per cui è stata percepita l'incentivazione per la rottamazione, perciò non acquistate MAI un veicolo senza targa e documenti per cui il venditore non sia disposto a firmarvi un atto di vendita con firma autenticata. Infatti, un veicolo non più regolarmente iscritto al PRA può essere di chiunque, come si evince anche da questo estratto: “… tenuto conto che il veicolo può essere o meno presente nell’Archivio Nazionale dei Veicoli, che successivamente alla radiazione d’ufficio il veicolo stesso può essere rimasto in disponibilità del medesimo proprietario ovvero può essere stato trasferito a terzi e che l’interessato può o meno essere in possesso delle targhe e dei documenti di circolazione originari …” (estratto da: Circolare prot. n. 4437/M360 del 26 novembre 2003). Quindi non è necessario che sia l'intestatario che risulta al PRA (se si conosce la targa) a firmare l'atto di vendita, ma colui che se ne dichiara proprietario e la vende, e questi, se si prende il denaro della vendita, DEVE essere disposto a firmare la scrittura privata di vendita! Può servire chiedere alla Piaggio il certificato d'origine: da gennaio 2006, documenti e pubblicazioni sono disponibili solo pagando anticipatamente (la consegna è prevista entro 2-4 settimane dalla comunicazione del pagamento). La richiesta si effettua tramite la pagina del sito Piaggio: Documentation's Request Form , compilando il modulo. Per chiarimenti, il numero verde della Piaggio è: 800-818298; rispondono dal lunedì al venerdì dalle 8,30 alle 19,30. ATTENZIONE: il certificato d'origine non è obbligatorio, ma può servire, unitamente alla scheda tecnica d'omologazione, per acquisire l'anno di fabbricazione e i dati tecnici, soprattutto dei modelli di vespa più vecchi. Quindi, dato il costo, chiedeteli solo se vi servono realmente! La maggior parte delle schede tecniche potete scaricarle gratuitamente qui: http://www.vesparesources.com/files/category/15-schede-tecniche-di-omologazione/ Fatto questo e restaurata la vespa (se non è un'ottimo conservato), bisogna iscriverla al Registro Storico FMI o all'ASI(vedere i link all'inizio), naturalmente si deve già essere socio di un club federato FMI o ASI. E ricordate che i lavori fatti vanno certificati da un meccanico e/o un carrozziere abilitati ed iscritti alla Camera di commercio (anche solo come verifica, se ve li siete fatti da soli o non siete in grado di farli certificare da chi li ha fatti realmente!). Alla fine di tutto questo bisogna rivolgersi alla Motorizzazione (la sede dev'essere quella della provincia dove opera il meccanico autorizzato che ha firmato l'ultima certificazione dei lavori a regola d'arte!) e chiedere una visita di collaudo per l'immatricolazione di un veicolo d'interesse storico e collezionistico, portando con sé, in originale, il certificato di rilevanza storica e collezionistica e, se disponibile, l'estratto cronologico rilasciato dal PRA o il certificato di cancellazione con indicazione, per i veicoli cancellati a partire dal 30 giugno 1998, del centro di raccolta presso il quale il veicolo è stato consegnato, come da decreto. E' importante chiedere anche cosa è necessario per il superamento della visita e magari parlare direttamente con gli esaminatori. Le norme recenti prevedono che, per i veicoli anteriori al 1960, il collaudo venga effettuato presso i CPA (centro prova autoveicoli) relativi alla zona in cui opera il meccanico che ha firmato l'ultima certificazione dei lavori eseguiti a regola d'arte. Il collaudo, in questo caso, potrà essere molto più puntiglioso di quello fatto in qualsiasi sede di motorizzazione (analizzano anche il numero dei decibel del clacson ed i gas di scarico! E verificano se i vetri dei fari hanno la sigla di omologazione!), quindi andate ad informarvi prima sulla severità del CPA di riferimento e, se è il caso, fatevi fare la certificazione da un meccanico che opera nell'ambito di un CPA più abbordabile! L’elenco delle sedi dei CPA la trovate qui: http://www.vesparesources.com/files/file/341-elenco-sedi-cpa-centro-prova-autoveicoli/ Al termine del collaudo (se positivo) verrà rilasciata la targa (oppure si conserverà quella precedente, se presente) ed un permesso provvisorio di circolazione con cui ci si può rivolgere alle assicurazioni per assicurare la Vespa con polizza agevolata come veicolo d'interesse storico e collezionistico. Entro 60 giorni dalla consegna della carta di circolazione, si deve procedere all'iscrizione della vespa al PRA. Si può fare tutto allo sportello STA del PRA (non si pagano le commissioni che chiederebbero le agenzie o gli sportelli ACI periferici), portando il libretto e la scrittura privata di vendita in bollo con la firma del venditore autenticata, oltre ad un documento personale ed il codice fiscale. Il bollo andrà pagato entro il mese di ricevimento del libretto di circolazione, se si vuole circolare, e dovrà essere pagato con le modalità previste dalla regione di residenza per le moto storiche e comunque in forma ridotta perché tassa di circolazione agevolata. Vedere: Spese indicative da sostenere: 1) iscrizione personale ad un motoclub federato FMI: 50-70 euro 2) n. 11 o 12 foto (a seconda dell'esaminatore) della Vespa formato 10x15 cm.: 3,50 euro 3) Estratto cronologico al PRA (solo se si dispone del numero di targa!): 25,00 euro 4) Certificato d'Origine e scheda tecnica dalla Piaggio: 150 euro solo il CdO (se serve!), quindi vi ricordo che la maggior parte delle schede tecniche le trovate qui: http://www.vesparesources.com/files/category/15-schede-tecniche-di-omologazione/ 5) atto di vendita in bollo con firma autenticata presso sportello STA o in comune: 16,00 euro marca da bollo + 0,52 euro di diritti se fatto in comune (per gli STA privati, concordare il prezzo PRIMA!) 6) iscrizione della Vespa al Registro Storico FMI e certificato di rilevanza storica e collezionistica: 100 euro (+1,30 euro) 7) 3 versamenti alla Motorizzazione per immatricolazione e collaudo: 98,87 euro (C/C 9001 = € 45,00 - C/C 4028 = € 32,00 - C/C 121012 = € 21,87), se c’è la targa, i versamenti da fare sono solo i primi due, per un totale di € 77,00. 8 ) versamenti al PRA: euro 75 circa (si può pagare direttamente in contanti o con bancomat allo sportello). 9) il PRA può chiedere il pagamento della tassa IPT, a quota fissa di circa euro 25 (dipende dalle regioni, informatevi!), per i motocicli storici in caso di proprietario diverso da quello intestatario (doppia in caso di vendita da proprietario NON intestatario), anche se, secondo me, l'IPT non è dovuta in quanto si tratta di veicoli NON iscritti al PRA e, comunque, MAI doppia! Per un totale approssimativo di circa 370 euro (più, eventualmente, l'IPT ed il certificato d’origine). I costi di ripristino o restauro del veicolo li lascio calcolare a voi! Ciao, Gino
  2. ciao, ho un vuoto di memoria,vedo se qualcuno riesce a colmarmelo... il rally femsa è 6v,il rally ducati è 6v. se prendo il blocco ducati e lo metto sul rally femsa.....non devo ponticellare nulla a livello impainto elettrico,giusto??? non linciatemi,è che sto invecchiando.................. grazie,dani
  3. Buongiorno a tutti. Sono in ballo con un problema che mi sta facendo parecchio raccapezzare. Come avete letto dal titolo non mi funziona la parte di impianto elettrico della mia Nuova 125. Una volta ho provato a smontare il faro da accesa e magicamente riprese tutto a funzionare, così controllai i cablaggi ma erano tutti intatti allora rimontai il tutto da accesa e tornò a funzionare. La sera stessa la accesi e non funzionava il faro, gli detti una botta alla vecchia maniera pensando fosse il filamento della lampadina e tornò a funzionare per cui non me ne preoccupai. Adesso invece sia dando botte che smontando il faro non funziona nulla della parte anteriore. Qualcuno di voi ha avuto un'esperienza simile e sa se ci sono punti rognosi da controllare dei quali non sono a conoscenza ?(Tipo zone in cui i cavi si tagliano magari strofinando contro la carrozzeria o cose così) Intanto vi ringrazio.
  4. Buongiorno a tutti. Sono in ballo con un problema che mi sta facendo parecchio raccapezzare. Come avete letto dal titolo non mi funziona la parte di impianto elettrico della mia Nuova 125. Una volta ho provato a smontare il faro da accesa e magicamente riprese tutto a funzionare, così controllai i cablaggi ma erano tutti intatti allora rimontai il tutto da accesa e tornò a funzionare. La sera stessa la accesi e non funzionava il faro, gli detti una botta alla vecchia maniera pensando fosse il filamento della lampadina e tornò a funzionare per cui non me ne preoccupai. Adesso invece sia dando botte che smontando il faro non funziona nulla della parte anteriore. Qualcuno di voi ha avuto un'esperienza simile e sa se ci sono punti rognosi da controllare dei quali non sono a conoscenza ?(Tipo zone in cui i cavi si tagliano magari strofinando contro la carrozzeria o cose così9 Intanto vi ringrazio.
  5. Salve a tutti, Ho da poco finito di restaurare una vespa 50 V del 90, ma ho un problema con l'impianto elettrico in quanto quando giro la chiave l'unica cosa che funziona è il clacson, i fili sono tutti percettamente integri, ho fatto attenzione a collegare tutto com'era prima del restauro ma niente, in realtà prima non so se funzionava dato che è stata ferma per un po di anni anche se in luogo ben riparato, potreste darmi qualche consiglio su dove provare ad intervenire? Grazie mille a chi vorrà rispondermi!
  6. Per cortesia qualcuno mi posta una foto del clacson della P125X senza frecce ??
  7. Premessa: a chi lo ha già fatto e magari meglio, a chi ha conoscenze in elettonica, chiedo gentilmente ed umilmente di correggere e/o rivedere quello che ho scritto in modo da ottimizzare la cosa al meglio Fino ad ora, non ne ho mai avuto bisogno perchè ho sempre risolto il problema del "brucia facile lampadine" tipico un po di tutte le vespette a modo mio: trovare il la giusta distribuzione e quntità dei Watt sull'impianto Ma visto che comunque sia i pezzi per fare il salvalampadine artigianale di cui spesso si parla (questo), ho trovato un'oretta per fare un lavoro bello pulito e simpatico che possa servire ad altri, anche a che è digiuno di elettronica/elettrotecnica, con qualche piccola personalizzazione e che vorrei ottimizzare con il vostro aiuto. I componenti, facili da trovare in qualsiasi rivenditore di componenti elettronici, sono gli stessi e costano pochissimo: TH1 = scr tipo BTA 12-600 ( 12 ampere - 600 Volt) D1 = diodo veloce tipo BA 159 Dz1 = Diodo zener da 6,7 (meglio forse 7,2) Volt 1W R1 = resistenza da 22 ohm 1/4 W penso sia meglio un diodo Zener con voltaggio maggiore rispetto al quello consiglato nella guida, in modo da non ottenere luci troppo fioche sopratutto ai bassi giri, ed i disponibili sono con valore da 6,7 e 7,2 volt (io ho montato il secondo) credo che comunque non si bruci niente per 1 volt in + Queste sono le foto del lavoro: Sulle prime due si può vedere bene come vanno collegati i vari componenti che, apparte la resistenza, hanno un senso in cui vanno montati. Sulle foto 3^ e 4^ si vede come ho isolato il tutto con della semplice colla a caldo, che con un minimo di praticità si può modellare anche con le dita (occio!! modellare non maneggiare) in modo da dare una forma contenuta, basta anche un accendino per lavorare. Importante è lasciare il diodo zenere scoperto, perchè è quello che dissipa la tensione in + trasformandola in calore, se fosse coperto si scalderebbe troppo. A questo punto già basterebbe per essere collegato come da schema, ma io ho voluto fare un lavoro "di fino", più che altro perchè fatto questo modo, in caso di malfunzionamento lo posso togliere in pochissimo tempo. Ho attaccato 4 morsetti "faston" (credo si chiamino così) 2 maschi e 2 femmine in modo da collegare i fili dell'impianto e collegare poi il tutto sui morsetti del portalamade posteriore Lavoro finito e portalampade rimontato (non ho messo una foto con il faro completamnte rimontato perchè sarebbe una semplice foto di un fao posteriore di una Primavera del 79... la mia) Questo è applicabile sopratutto alle vespe 50, tutte quelle con impianto a 6 volt. Per quelle a 12 volt che ne sono sprovviste (ce ne sono???) credo basti mettere un diodo zener con voltaggio di poco superiore ai 12volt ed il resto tutto uguale (!!!CREDO!!!) IO l'ho montato su una Primavera, + precisamente sul circuito delle lampade "luce di posizione posteriore- luce di posizione anteriore- luce contachilometri", che sono quelle che mi hanno dato + noie (quella del contachilometri sappiamo quanto è difficile da trovare...) Se si volesse "salvaguardare anche il circuito della "luce abbagliante/anabbagliante anteriore" ce ne vorrebbe un altro identico messo probabilmente in una altro "anfratto" della vespa. Ultima nota Credo comunque che per non avere problemi bisogna già avere (o trovare) un impianto abbastanza bilanciato che non dia troppi problemi già di suo, rispettare per esempio i wattaggio consigliati dagli schemi originali in linea di massima è un buon punto di inizio, in alcuni casi con l'aggiunta di 5/10 watt sul totale. Fatto così a me già va benissimo, sembra di non averlo perchè funziona tutto benissimo anche ai bassissimi giri, però!!!...... ad alcuni è capitato che hai bassi/medi giri le luci vibrassero/sfarfallassero. Molti hanno suggerito di montare nel circuito anche un condensatore per ovviare a questo problema (che ripeto io non ho notato) ed è quì sopratutto che chiedo aiuto: COME ANDREBBE MONTATO questo CONDENSATORE??? e con quale Valore di capacità (Farad?)? così? Ed in fine un giusto ringrazziamento a chi ha eseguito lo schema originale di questo comodo ed economico salvalampadine _ , a chiunque egli sia (credo BrunoET3)
  8. buona sera, stò facendo un impianto sulla mia et3 alimentato con una batteria visto che per il conta km sip mi serviva per forza. Avevo già un Vespatronic installato precedentemente cosi vorrei collegare l'impianto elettrico della vespa con una batteria da 7 ah e mettere lampadine a led e anche un impianto di antifurto sonoro. Tutto collegato sotto un regolatore. Vorrei capire solo una cosa il clacson....ovviamente devo cambiarlo e ne ho preso uno a 12 volt,ho provato a testarlo con la batteria e non funziona. appeno collego i fili da' un accenno di collegamento ma non va'......poi ho controllato meglio online e ho notato che alcuni in vendita è specificato con batteria. ma che differenza c'è?non è sufficiente che sia 12 volt?
  9. Buongiorno a tutti e buon anno.... sono Renato e da qualche tempo sono iscritto a questo forum che mi ha permesso di restaurare (Grazie ai vostri utilissimi consigli) il mio px 125e del 1982. Poi questÔÇÖanno mi sono messo in testa di modificare lÔÇÖimpiamto Elettrico e mettere la batteria trasformando, così, lÔÇÖimpiamto da ca a cc. Ho comprato tutto il necessario ad eccezione del clacson 12v in cc perchè il rivenditore mi aveva detto che forse avrebbe funzionato lo stesso. Vengo al problema.... ho letto che occorre modificare il pulsante del clacson (e che la cosa è piuttosto semplice) ma non per me perchè finora non so da che parte farmi. Per questo chiedo aiuto anche perchè vorrei tanto vedere se alla fine funziona tutto ehehehehehe Ringrazio anticipatamente chi può aiutarmi a risolvere questo problema. Allego due foto del mio devioluci. cordialmente Renato
  10. Ciao a tutti! Sono nuovo sia nel forum ma anche come vespista Dopo aver consultato questo forum per diversi dubbi che avevo sull'acquisto della mia prima vespa, ho deciso di comprare una 50 r L'ho comprata completamente restaurata (sia di impianto elettrico che di meccanica) e funzionante, o almeno lo era, tre giorni fa Oggi pomeriggio, dopo averla messa in moto per far sentire il bellissimo suono del motore ad un amico, ho deciso di suonare anche il clacson. Non lo avessi mai fatto!! Funzionava benissimo, poi però di punto in bianco alla terza o quarta suonata ha deciso di non fermarsi più! Suona, o meglio gracchia, anche se do volutamente una spedalata morbida per non mettere in moto il motore Il pulsante del clacson torna perfettamente in posizione, quindi perchè non smette di suonare?? ho provato a cercare di capire come togliere tutto il devioluci per dargli una controllata ma non riesco proprio a farlo. Sembra un tutt'uno con il manubrio (allego una immagine del devio in questione. il mio è identico a quello dell'immagine allegata, ma è ruotato di 180 gradi). come faccio a toglierlo? Grazie mille a tutti quelli che mi daranno una mano
  11. Ciao a tutti! Sono nuovo sia nel forum ma anche come vespista Dopo aver consultato questo forum per diversi dubbi che avevo sull'acquisto della mia prima vespa, ho deciso di comprare una 50 r L'ho comprata completamente restaurata (sia di impianto elettrico che di meccanica) e funzionante, o almeno lo era, tre giorni fa Oggi pomeriggio, dopo averla messa in moto per far sentire il bellissimo suono del motore ad un amico, ho deciso di suonare anche il clacson. Non lo avessi mai fatto!! Funzionava benissimo, poi però di punto in bianco alla terza o quarta suonata ha deciso di non fermarsi più! Suona, o meglio gracchia, anche se do volutamente una spedalata morbida per non mettere in moto il motore Il pulsante del clacson torna perfettamente in posizione, quindi perchè non smette di suonare?? ho provato a cercare di capire come togliere tutto il devioluci per dargli una controllata ma non riesco proprio a farlo. Sembra un tutt'uno con il manubrio (allego una immagine del devio in questione. il mio è identico a quello dell'immagine allegata, ma è ruotato di 180 gradi). come faccio a toglierlo? Grazie mille a tutti quelli che mi daranno una mano
  12. Ciao a tutti! Sono nuovo sia nel forum ma anche come vespista Dopo aver consultato questo forum per diversi dubbi che avevo sull'acquisto della mia prima vespa, ho deciso di comprare una 50 r L'ho comprata completamente restaurata (sia di impianto elettrico che di meccanica) e funzionante, o almeno lo era, tre giorni fa Oggi pomeriggio, dopo averla messa in moto per far sentire il bellissimo suono del motore ad un amico, ho deciso di suonare anche il clacson. Non lo avessi mai fatto!! Funzionava benissimo, poi però di punto in bianco alla terza o quarta suonata ha deciso di non fermarsi più! Suona, o meglio gracchia, anche se do volutamente una spedalata morbida per non mettere in moto il motore Il pulsante del clacson torna perfettamente in posizione, quindi perchè non smette di suonare?? ho provato a cercare di capire come togliere tutto il devioluci per dargli una controllata ma non riesco proprio a farlo. Sembra un tutt'uno con il manubrio (allego una immagine del devio in questione. il mio è identico a quello dell'immagine allegata, ma è ruotato di 180 gradi). come faccio a toglierlo? Grazie mille a tutti quelli che mi daranno una mano
  13. Ciao a tutti! Sono nuovo sia nel forum ma anche come vespista Dopo aver consultato questo forum per diversi dubbi che avevo sull'acquisto della mia prima vespa, ho deciso di comprare una 50 r L'ho comprata completamente restaurata (sia di impianto elettrico che di meccanica) e funzionante, o almeno lo era, tre giorni fa Oggi pomeriggio, dopo averla messa in moto per far sentire il bellissimo suono del motore ad un amico, ho deciso di suonare anche il clacson. Non lo avessi mai fatto!! Funzionava benissimo, poi però di punto in bianco alla terza o quarta suonata ha deciso di non fermarsi più! Suona, o meglio gracchia, anche se do volutamente una spedalata morbida per non mettere in moto il motore Il pulsante del clacson torna perfettamente in posizione, quindi perchè non smette di suonare?? ho provato a cercare di capire come togliere tutto il devioluci per dargli una controllata ma non riesco proprio a farlo. Sembra un tutt'uno con il manubrio (allego una immagine del devio in questione. il mio è identico a quello dell'immagine allegata, ma è ruotato di 180 gradi). come faccio a toglierlo? Grazie mille a tutti quelli che mi daranno una mano
  14. Ciao a tutti! Sono nuovo sia nel forum ma anche come vespista Dopo aver consultato questo forum per diversi dubbi che avevo sull'acquisto della mia prima vespa, ho deciso di comprare una 50 r L'ho comprata completamente restaurata (sia di impianto elettrico che di meccanica) e funzionante, o almeno lo era, tre giorni fa Oggi pomeriggio, dopo averla messa in moto per far sentire il bellissimo suono del motore ad un amico, ho deciso di suonare anche il clacson. Non lo avessi mai fatto!! Funzionava benissimo, poi però di punto in bianco alla terza o quarta suonata ha deciso di non fermarsi più! Suona, o meglio gracchia, anche se do volutamente una spedalata morbida per non mettere in moto il motore Il pulsante del clacson torna perfettamente in posizione, quindi perchè non smette di suonare?? ho provato a cercare di capire come togliere tutto il devioluci per dargli una controllata ma non riesco proprio a farlo. Sembra un tutt'uno con il manubrio (allego una immagine del devio in questione. il mio è identico a quello dell'immagine allegata, ma è ruotato di 180 gradi). come faccio a toglierlo? Grazie mille a tutti quelli che mi daranno una mano
  15. Buongiorno a tutti e Buona Pasqua. Sono nuovo del forum e quindi mi presento: mi chiamo Giorgio e sono un possessore di una vespa 150 gl del 1963 accuratamente restaurata. L'altro giorno, visto il bel tempo, ho pensato di svegliare dal letargo invernale la mia vespa che per ringraziamento mi ha fatto i seguenti regali: - il clacson non suona più! (la batteria è staccata ma quando la moto è accesa il clacson ha sempre funzionato). Dovendo cambiarlo penso a un 6volt con batteria. Non penso sia indifferente il modello con o senza batteria, visto che la 150 GL ha la batteria. - andando, quando il motore è caldo, succede che si spenga, come se non arrivasse benzina. Controllato candela (pulita), tensione (ok) e miscela 2% (0k). dopo 5 minuti riprovo e parte regolarmente. Ma il fatto si ripete! Qualcuno ha dei suggerimenti per venirne fuori? Mi potete gentilmente indicare un rivenditore di parti di ricambio che voi esperti normalmente utilizzate? Grazie fin d'ora per la collaborazione
  16. Ragazzi buonasera, ho appena acquistato un nuovo clacson per la mia vespa GL 150 del 63, premetto che la mia vespa è stata restaurata con impianto elettrico senza batteria e che dunque il clacson corretto dovrebbe essere a corrente alternata...la mia paura è che il clacson che mi hanno venduto sia a corrente continua..come posso fare a capirlo? Ed altra domanda se lo montassi succederebbe qualcosa all'impianto vista l'incongruenza? Fatemi sapere! Grazie mille per le info
  17. Buongiorno a tutti! circa 2 mesi fa ho acquistato una Super 125 del '66 e nelle ultime 2 settimane ha cominciato a farmi le bizze a livello elettrico. Il problema è che, a fari spenti, il clacson funziona. Quando accendo i fanali clacson e faro centrale non funzionano più. Piccolo dettaglio: è accaduto 2/3 volte guidando che, d'improvviso, i fari si sono riaccesi e il clacson ha ripreso a suonare. Smonto la scatola cablaggi e ci do una controllata? Altri suggerimenti? Ciao e tutti e grazie, Lorenzo
  18. Ciao a tutti, vorrei cambiare il clacson del mio PX, che è in CC (e quindi suona con il classico BIIIIIP) con il vecchio clacson in CA (suono classico). Ovviamente ho un impianto 12V con batteria. Consigli? Grazie!
  19. Salve ragazzi, ho una vespa px 125 e del 1982 La vespa funziona perfettamente però il clacson deficita un pò. Nel senso che quando la vespa è in moto o sono in accelerazione o no il clacson lo sento a malapena io, se accendo le luci, invece, il clacson aumenta il volume diciamo. Cosa potrebbe essere? grazie,
  20. 4 ÔÇ£dritteÔÇØ sui ciclomotori. QUALCHE SPIEGAZIONE INIZIALE: A- Cos'è un ciclomotore I ciclomotori, secondo il Codice della Strada, Art. 52, sono definiti come: Art. 52. Ciclomotori. 1. I ciclomotori sono veicoli a motore a due o tre ruote aventi le seguenti caratteristiche (1): a) motore di cilindrata non superiore a 50 cc, se termico; b) capacità di sviluppare su strada orizzontale una velocità fino a 45 km/h; 2. Omissis 3. Le caratteristiche dei veicoli di cui ai commi 1 e 2 devono risultare per costruzione. Nel regolamento sono stabiliti i criteri per la determinazione delle caratteristiche suindicate e le modalità per il controllo delle medesime, nonchè le prescrizioni tecniche atte ad evitare l'agevole manomissione degli organi di propulsione. 4. Detti veicoli, qualora superino il limite stabilito per una delle caratteristiche indicate nei commi 1 e 2, sono considerati motoveicoli. I comma 1 e 4 sono particolarmente significativi, in quanto i ciclomotori, per le loro caratteristiche, non sono iscritti al PRA (Pubblico Registro Automobilistico), e questo è un bene, per tutta una serie di considerazioni, anche economiche, ma se vengono "truccati", di fatto li si fa rientrare nella categoria dei motocicli, non essendolo di fatto, e questo li espone a tutta una serie di sanzioni economiche ed amministrative, sino alla confisca del ciclomotore ed alla sua rottamazione o vendita all'asta da parte dell'autorità. Quindi pensateci bene prima di modificare il vostro ciclomotore, ricordando che, in caso di incidente grave di veicolo non conforme all'omologazione, l'assicurazione, a torto o a ragione, paga, per poi rivalersi sull'assicurato! B- Cos'è il contrassegno personale Il contrassegno personale è la targa del ciclomotore, ma è intestato alla persona proprietaria del ciclomotore invece che al ciclomotore stesso e deve restare in possesso dell'intestatario anche se il ciclomotore cambia proprietario. Il contrassegno è sempre personale e incedibile e, in caso di decesso dell'intestatario, andrebbe distrutto dagli eredi o consegnato alla motorizzazione per la distruzione, visto che non può essere usato da nessun altro. I contrassegni sono di due tipi: esagonali a 5 cifre e quadrati a 6 cifre. Anche se dal 14/07/2006 sono entrati in vigore quelli quadrati a 6 cifre, che possono essere usati solo su un unico ciclomotore di proprietà dell'intestatario (sino alla vendita o alla rottamazione del ciclomotore stesso) e sono collegati a questi ed al ciclomotore mediante la nuova carta di circolazione, i vecchi contrassegni esagonali a 5 cifre esistenti (che possono essere usati anche su più ciclomotori dell'intestatario, purchè abbiano il vecchio libretto) continuano ad essere usati, almeno sino a che non vengano persi o distrutti, o sino al decesso dell'intestatario. Dal 13 febbraio 2012 i vecchi contrassegni esagonali a 5 cifre non potranno più essere usati, a rischio di gravi sanzioni, a norma del Decreto ministeriale del 02.02.2011. Trovate la circolare esplicativa qui: Ministero delle infrastrutture e dei trasporti Comunque, anche con i nuovi contrassegni rettangolari a 6 cifre, che sono sempre PERSONALI, ricordate che Bollo e Assicurazione per i ciclomotori vengono fatti sul numero di telaio, e devono essere intestati al proprietario, quindi, se i dati del proprietario risultanti da bollo e assicurazione non concordano ai dati dell'intestatario del contrassegno, potreste incorrere in severe sanzioni, come da: Art. 97 del CdS, comma 9, 12 e 14: 9. Chiunque circola con un ciclomotore munito di targa non propria è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 1.685 a euro 6.741. 12. Chiunque circola con un ciclomotore per il quale non è stato richiesto l'aggiornamento del certificato di circolazione per trasferimento della proprietà secondo le modalità previste dal regolamento, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 327 a euro 1.311. Alla medesima sanzione è sottoposto chi non comunica la cessazione della circolazione. Il certificato di circolazione è ritirato immediatamente da chi accerta la violazione ed è inviato al competente ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri, che provvede agli aggiornamenti previsti dopo l'adempimento delle prescrizioni omesse. 14. . . . Alla violazione prevista dai commi 8 e 9 consegue la sanzione accessoria del fermo amministrativo del veicolo per un periodo di un mese o, in caso di reiterazione delle violazioni nel biennio, la sanzione accessoria della confisca amministrativa del veicolo, secondo le norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI. ACQUISTO DI UN CICLOMOTORE USATO Anche se non è obbligatorio per i ciclomotori, fare una scrittura privata di compravendita con le firme autenticate in comune è sempre una buona idea (anche se cÔÇÖè il documento di circolazione o la sua denuncia di smarrimento). La si può fare anche senza lÔÇÖautentica delle firme, purchè ci siano un paio di testimoni che controfirmino la scrittura, altrimenti non ha alcun valore (a meno che non vogliate spendere qualche centinaio di euro per una perizia calligrafica, in caso ce ne fosse bisogno). Nel caso ci sia il certificato per ciclomotore o la nuova carta di circolazione, verificate che sia in regola con la revisione biennale obbligatoria, altrimenti non potete circolare e rischiate grosse ammende ed il sequestro del documento se fermati (magari può essere una scusa per far abbassare il prezzo!). ESEMPIO DI SCRITTURA PRIVATA PER CICLOMOTORI CON VECCHIO LIBRETTO: SCRITTURA PRIVATA Il sig. AA nato a ___ il ___ e residente in ___ alla Via ___ n. __, Codice Fiscale ___ V E N D E al sig. BB nato a ___ il ___ e residente a ___ alla Via ___ n. __, Codice Fiscale ___, il ciclomotore PIAGGIO Vespa 50 Special (o quello che è), telaio n. V5B1T *123456*, al prezzo di euro 100,00 (o il valore reale), usato nello stato in cui si trova, provvisto di certificato di ciclomotore n. A12345 rilasciato dalla motorizzazione di ___ in data __/__/____, e comunque di pieno gradimento del sig BB, per averlo visionato in ogni sua parte. Il sig. AA si dichiara completamente soddisfatto senza nullÔÇÖaltro avere a pretendere dal sig. BB. Letto, confermato e sottoscritto, in data odierna. Città, data In fede. firmaAA ESEMPIO DI SCRITTURA PRIVATA PER CICLOMOTORI CON NUOVA CARTA DI CIRCOLAZIONE: SCRITTURA PRIVATA Il sig. AA nato a ___ il ___ e residente in ___ alla Via ___ n. __, Codice Fiscale ___ V E N D E al sig. BB nato a ___ il ___ e residente a ___ alla Via ___ n. __, Codice Fiscale ___, il ciclomotore PIAGGIO Vespa 50 Special (o quello che è), telaio n. V5B1T *123456*, al prezzo di euro 100,00 (o il valore reale), usato nello stato in cui si trova, provvisto di certificato di sospensione dalla circolazione n. A12345 rilasciato dalla motorizzazione di ___ in data __/__/____ e che viene rilasciato all'acquirente in originale, e comunque di pieno gradimento del sig BB, per averlo visionato in ogni sua parte. Il sig. AA si dichiara completamente soddisfatto senza nullÔÇÖaltro avere a pretendere dal sig. BB. Letto, confermato e sottoscritto, in data odierna. Città, data In fede. firmaAA Comunque, io consiglio di NON acquistare ciclomotori per cui il venditore non sia disposto a firmare una scrittura privata di compravendita! Anche se in possesso del libretto! 1- Acquisto di un ciclomotore usato con libretto originale (ÔÇ£certificato di ciclomotoreÔÇØ) Se avete intenzione di acquistare un vecchio ciclomotore, soprattutto da persona sconosciuta, accertatevi che abbia il libretto (ovvero lÔÇÖoriginale ÔÇ£certificato di ciclomotoreÔÇØ) e verificate (o fate verificare da qualcuno più esperto di voi) che non sia un falso (ne girano parecchi, ma la maggior parte è facilmente individuabile). Inoltre controllate la corrispondenza tra punzonatura su telaio e sigla e numero scritto sul libretto. Il certificato, all'atto dell'emissione della nuova carta di circolazione, vi verrà ritirato, a meno che non facciate domanda di conservarlo (naturalmente annullato) per questioni affettive e di vetustà. Qui potete trovare un facsimile per la richiesta di conservare il certificato: Ministero delle infrastrutture e dei trasporti , la cosa è espressamente prevista dalla circolare esplicativa Prot. 12828 con chiarimenti sul Decreto ministeriale 02.02.2011 che ordina la materia, e non si deve pagare nulla per conservare il vecchio libretto! A questo punto, per circolare, avete tre opzioni: 1.1- Avete un contrassegno personale di vecchio tipo, esagonale a 5 cifre Niente di più facile: questi contrassegni (targhini) si possono applicare anche su più ciclomotori di propria proprietà (uno alla volta, naturalmente, ma li si può passare tranquillamente dallÔÇÖuno allÔÇÖaltro anche nella stessa giornata, non essendo legati a nessun ciclomotore ma solo alla persona intestataria), quindi potete applicare il contrassegno al ciclomotore, fare il bollo (come tassa di circolazione, si fa solo se si circola, almeno il giorno prima di circolare, ed è valido sino al 31 dicembre ÔÇô si può fare alla posta o in ricevitoria o presso lÔÇÖACI e va fatto usando il numero di telaio), fare lÔÇÖassicurazione (sempre usando il numero di telaio), fare la revisione biennale obbligatoria (se è scaduta o mai fatta) in unÔÇÖofficina autorizzata e quindi potete circolare liberamente (se siete in un comune che ve lo consente, senza blocchi per il traffico per i veicoli Euro0!). Questa opzione non sarà più valida dal 13-02-2012! 1.2- Avete un contrassegno personale di nuovo tipo, quadrato a 6 cifre Dovete sostenere qualche disagio burocratico: questi contrassegni (targhe) si possono applicare su un solo ciclomotore di propria proprietà per volta, perchè sono legati allÔÇÖintestatario ed al ciclomotore contemporaneamente, tramite la nuova carta di circolazione che dovrete richiedere in motorizzazione (e che va riconsegnata alla motorizzazione in caso vogliate vendere o rottamare il ciclomotore) comunicando il numero del vostro contrassegno e riconsegnando il vecchio certificato (alcune sedi di motorizzazione consentono di lasciare il certificato al proprietario, naturalmente annullato, come documento storico del veicolo, facendo una richiesta scritta allÔÇÖatto della nuova immatricolazione), quindi potete applicare il contrassegno al ciclomotore, fare il bollo, fare lÔÇÖassicurazione, fare la revisione biennale obbligatoria (se è scaduta o mai fatta) in unÔÇÖofficina autorizzata e quindi potete circolare. Per il costo totale, se fate da soli in motorizzazione, vedete il tariffario in fondo, e aggiungate le spese postali (€ 1,30 a bollettino). 1.3- NON avete un contrassegno personale Dovete richiedere il contrassegno di nuovo tipo in motorizzazione (dal 14/07/2006 sono disponibili solo ed esclusivamente questo tipo di contrassegni per ciclomotore, quadrato a 6 cifre): come già scritto, questi contrassegni (targhe) si possono applicare su un solo ciclomotore di propria proprietà per volta, perchè sono legati allÔÇÖintestatario ed al ciclomotore tramite la nuova carta di circolazione che dovrete richiedere in motorizzazione (e che va riconsegnata alla motorizzazione in caso vogliate vendere o rottamare il ciclomotore) comunicando il numero del vostro contrassegno e riconsegnando il vecchio certificato (alcune sedi di motorizzazione consentono di lasciare il certificato al proprietario, naturalmente annullato, come documento storico del veicolo, facendo una richiesta scritta allÔÇÖatto della nuova immatricolazione), quindi potete applicare il contrassegno al ciclomotore, fare il bollo, fare lÔÇÖassicurazione, fare la revisione biennale obbligatoria (se è scaduta o mai fatta) in unÔÇÖofficina autorizzata e quindi potete circolare. Per il costo totale, se fate da soli in motorizzazione, vedete il tariffario in fondo, e aggiungate le spese postali (€ 1,30 a bollettino). 2- Acquisto di un ciclomotore usato con nuova carta di circolazione Se volete acquistare un vecchio ciclomotore con la nuova carta di circolazione (cioè un vecchio ciclomotore reimmatricolato dopo il 14.07/2006 o un nuovo ciclomotore immatricolato dopo tale data), il precedente proprietario si tiene il proprio contrassegno (targa) e deve compilare un modulo col quale chiede di sospendere dalla circolazione il ciclomotore (il costo complessivo dell'operazione che si chiama "sospensione del ciclomotore" è di 43,60 euro, di cui 9 euro da pagare con bollettino su c/c 9001, 32 euro su c/c 4028 e il costo dei due versamenti 1,30x2= 2,60 euro), quindi restituisce alla motorizzazione il certificato di circolazione. Mentre chi compra deve fare richiesta di nuova carta di circolazione, sempre in motorizzazione, allegando l'originale del modulo di sospensione della circolazione, ottenuta dal venditore. Per il costo totale, se fate da soli in motorizzazione, vedete il tariffario in fondo, e aggiungate le spese postali (€ 1,30 a bollettino). Attenzione! In caso di acquisto di un ciclomotore usato che abbia già la nuova immatricolazione, se non si ha certificato di sospensione in originale NON si può reimmatricolare il ciclomotore, e solo il vecchio intestatario può richiederne una copia in motorizzazione, dopo aver fatto denuncia di smarrimento e presentandola in originale! 2.1- Avete un contrassegno personale di vecchio tipo, esagonale a 5 cifre Non potete usarlo sul ciclomotore con nuova carta di circolazione! Dovete fare richiesta, oltre che della carta di circolazione, anche del nuovo tipo di contrassegno, che resterà collegato a quel solo ciclomotore ed a voi tramite la nuova carta di circolazione. Quindi dovete fare il bollo (come tassa di circolazione, si fa solo se si circola, almeno il giorno prima di circolare, ed è valido sino al 31 dicembre ÔÇô si può fare alla posta o in ricevitoria o presso lÔÇÖACI e va fatto usando il numero di telaio), fare lÔÇÖassicurazione (sempre usando il numero di telaio), fare la revisione biennale obbligatoria (se è scaduta o mai fatta) in unÔÇÖofficina autorizzata e quindi potete circolare liberamente (se siete in un comune che ve lo consente, senza blocchi per il traffico per i veicoli Euro0!). Per il costo totale, se fate da soli in motorizzazione, vedete il tariffario in fondo, e aggiungate le spese postali (€ 1,30 a bollettino). 2.2- Avete un contrassegno personale di nuovo tipo, quadrato a 6 cifre, NON associato ad un ciclomotore Al momento di richiedere la nuova carta di circolazione, si deve comunicare il numero del proprio contrassegno personale ÔÇ£liberoÔÇØ, che verrà associato alla nuova carta di circolazione, quindi potete applicare il contrassegno al ciclomotore, fare il bollo, fare lÔÇÖassicurazione, fare la revisione biennale obbligatoria (se è scaduta o mai fatta) in unÔÇÖofficina autorizzata e quindi potete circolare. Per il costo totale, se fate da soli in motorizzazione, vedete il tariffario in fondo, e aggiungate le spese postali (€ 1,30 a bollettino). 2.3- NON avete un contrassegno personale Dovete richiedere il contrassegno di nuovo tipo in motorizzazione (dal 14/07/2006 sono disponibili solo ed esclusivamente questo tipo di contrassegni per ciclomotore, quadrato a 6 cifre): come già scritto, questi contrassegni (targhe) si possono applicare su un solo ciclomotore di propria proprietà per volta, perchè sono legati allÔÇÖintestatario ed al ciclomotore tramite la nuova carta di circolazione che dovrete richiedere in motorizzazione (e che va riconsegnata alla motorizzazione in caso vogliate vendere o rottamare il ciclomotore), quindi potete applicare il contrassegno al ciclomotore, fare il bollo, fare lÔÇÖassicurazione, fare la revisione biennale obbligatoria (se è scaduta o mai fatta) in unÔÇÖofficina autorizzata e quindi potete circolare. Per il costo totale, se fate da soli in motorizzazione, vedete il tariffario in fondo, e aggiungate le spese postali (€ 1,30 a bollettino). IN CASO DI VENDITA Se, invece, siete voi a voler vendere un ciclomotore già immatricolato con targa quadrata a 6 cifre, ricordate che conviene a voi per primi fare tutto in regola ed anche di tenere copia dei documenti, sia della carta di circolazione (che va restituita in motorizzazione quando si chiede la sospensione alla circolazione), sia del modulo di sospensione della circolazione del ciclomotore che vi daranno in motorizzazione (che dovete consegnare in originale all'acquirente), sia della scrittura privata di vendita in bollo con la vostra firma autenticata in comune (anche questa va all'acquirente) o della denuncia di smarrimento della carta di circolazione (questa, in caso serva, va in motorizzazione), perchè, se il vostro ciclomotore non viene reimmatricolato e magari viene usato per commettere un reato, se lo rintracciano poi vengono a beccare direttamente voi che, se non potete dimostrare la vendita potete andare incontro a dei casini anche catastrofici! Il costo della sospensione è di 41 euro più spese postali, se fate da soli, come da tabella in fondo al post e, a meno di accordi diversi, è a carico del venditore. RICORDATE! IMPORTANTE: il costo della sospensione alla circolazione del ciclomotore (€ 42,20), in genere a carico del venditore, se la vendita è fatta direttamente in motorizzazione con l'acquirente che se lo intesta contestualmente, ha costo zero, quindi non grava né sul venditore né sull'acquirente, che deve solo pagare i costi d'immatricolazione a suo nome (e del contrassegno quadrato, se non ne ha già uno a suo nome disponibile). 3- Acquisto di un ciclomotore usato senza libretto (o con libretto illegibile) Se avete intenzione di acquistare un vecchio ciclomotore senza libretto, soprattutto da persona sconosciuta, accertatevi che abbia, per lo meno, la denuncia originale di smarrimento del libretto da parte del venditore (che ve la deve rilasciare in originale o come copia conforme, altrimenti non potrete reimmatricolarlo. Non ha importanza se la denuncia è fatta a nome di un altra persona, la vespa se la intesta chi fa la richiesta d'immatricolazione, a prescindere da chi ha fatto la denuncia di smarrimento!), altrimenti è meglio lasciar perdere, e anche se controllate la lecita provenienza sul sito del Ministero dellÔÇÖinterno ( Direzione Centrale della Polizia Criminale ), questo non dà la certezza assoluta che non sia rubato (per tutta una serie di motivi: il database è attivo solo dal 1998 e i veicoli rubati in precedenza non sono stati inseriti, errori nella digitazione da parte degli addetti, mancata o tardiva comunicazione da parte degli stessi, il fatto che vengano inseriti solo i numeri e non anche le sigle, ecc.), la certezza la può dare solo una sede della forza pubblica alla quale vi potete rivolgere per chiedere: ÔÇ£mi hanno proposto un ciclomotore di questa ÔÇ£marca e modelloÔÇØ senza documento di circolazione e denuncia di smarrimento del medesimo, con questo numero di telaio, potreste verificare che non vi siano denunce di furto in merito?ÔÇØ. Probabilmente dovrete rispondere a qualche domanda, anche imbarazzante, ma, se vi danno una risposta negativa, fatevela mettere per iscritto. Oppure potete proporre al venditore di fare una scrittura privata di compravendita con firme autenticate in comune, oppure in presenza di testimoni (dei quali si mettono le generalità sulla scrittura e che firmano per presa visione). ESEMPIO DI SCRITTURA PRIVATA PER CICLOMOTORI SENZA DOCUMENTI: SCRITTURA PRIVATA Il sig. AA nato a ___ il ___ e residente in ___ alla Via ___ n. __, Codice Fiscale ___ V E N D E al sig. BB nato a ___ il ___ e residente a ___ alla Via ___ n. __, Codice Fiscale ___, il ciclomotore PIAGGIO Vespa 50 Special (o quello che è), telaio n. V5B1T *123456*, al prezzo di euro 100,00 (o il valore reale), usato nello stato in cui si trova, sprovvisto di documento e comunque di pieno gradimento del sig BB, per averlo visionato in ogni sua parte. Resta inteso che il ciclomotore così comÔÇÖè non è destinato alla circolazione stradale e il sig WJ ne prende atto. Ogni spesa per lÔÇÖeventuale immatricolazione e/o messa in circolazione del ciclomotore resta a carico del sig. BB. Il sig. AA si dichiara completamente soddisfatto senza nullÔÇÖaltro avere a pretendere dal sig. BB. Letto, confermato e sottoscritto, in data odierna. Città, data In fede. firmaAA Comunque, ribadisco, io consiglio di NON acquistare ciclomotori per cui il venditore non sia disposto a fare la denuncia di smarrimento del libretto a suo nome e/o se non vuole firmare una scrittura privata di comparavendita! 3.1- Avete un contrassegno personale di vecchio tipo, esagonale a 5 cifre Non potete usarlo! Dovete fare richiesta, in motorizzazione, di visita di prova e collaudo per un ciclomotore usato di cui è stato smarrito il certificato di ciclomotore, presentando lÔÇÖoriginale della denuncia di smarrimento (o una copia conforme). Una volta superato il collaudo (che si fa obbligatoriamente in motorizzazione, a meno di diverse disposizioni locali), durante il quale il ciclomotore verrà sottoposto alle prove di frenata e velocità massima sui rulli (che non deve scostarsi dai 45 km/h di oltre 5 km/h in più o in meno) oltre che della carta di circolazione, anche del nuovo tipo di contrassegno, che resterà collegato a quel solo ciclomotore ed a voi tramite la nuova carta di circolazione. Quindi dovete fare il bollo (come tassa di circolazione, si fa solo se si circola, almeno il giorno prima di circolare, ed è valido sino al 31 dicembre ÔÇô si può fare alla posta o in ricevitoria o presso lÔÇÖACI e va fatto usando il numero di telaio), e fare lÔÇÖassicurazione (sempre usando il numero di telaio), il collaudo vale come revisione biennale obbligatoria e quindi, per 2 anni, siete a posto, e quindi potete circolare liberamente (se siete in un comune che ve lo consente, senza blocchi per il traffico per i veicoli Euro0!). Per il costo totale, se fate da soli in motorizzazione, vedete il tariffario in fondo, e aggiungate le spese postali (€ 1,30 a bollettino). 3.2- Avete un contrassegno personale di nuovo tipo, quadrato a 6 cifre Al momento di richiedere il collaudo (vedi sopra 3.1) per la nuova carta di circolazione, si deve comunicare il numero del proprio contrassegno personale ÔÇ£liberoÔÇØ, che verrà associato alla nuova carta di circolazione, quindi potete applicare il contrassegno al ciclomotore, fare il bollo, fare lÔÇÖassicurazione e quindi potete circolare. Per il costo totale, se fate da soli in motorizzazione, vedete il tariffario in fondo, e aggiungate le spese postali (€ 1,30 a bollettino). 3.3- NON avete un contrassegno personale Esattamente come nel caso 3.1. Per qualsiasi chiarimento, rivolgetevi allo sportello URP della vostra motorizzazione. Naturalmente i costi segnalati possono essere soggetti a variazione, con preavviso, da parte del Ministero. ANNO DI PRIMA IMMATRICOLAZIONE La data di prima immatricolazione non si può conoscere se manca il libretto originale, perchè, sino al 14/07/2006, non esisteva un registro dei ciclomotori, quindi la data era solo sul libretto ed in nessun altro posto. Si può conoscere l'anno di costruzione ufficiale, chiedendo il certificato d'origine alla Piaggio, ma non è detto che in motorizzazione accettino di mettere quell'anno come prima immatricolazione, perchè non è detto che il ciclomotore sia stato immatricolato per la prima volta proprio quell'anno: Documentation's Request Form (comunque, a volte, accettano di indicare quello come anno di prima immatricolazione, mettendo, generalmente, come data, il primo gennaio o il primo febbraio dell'anno di costruzione). Comunque, normalmente, mettono come prima immatricolazione l'anno in cui si reimmatricola il ciclomotore, e il certificato d'origine resta utile, eventualmente, per dimostrare all'assicurazione qual'è la vera età del ciclomotore, per le polizze agevolate per veicoli storici. Potete provare anche a fare richiesta alla Piaggio dell'anno di fabbricazione e di quali sono i colori disponibili per il vostro ciclomotore, tramite fax o e-mail, inviando sigla e numero di telaio e sigla e numero del motore, poi verificate in motorizzazione ed presso l'assicurazione prescelta se basta questo documento per riportare l'anno sulla carta di circolazione o per considerare il ciclomotore storico. COLLAUDO IN MOTORIZZAZIONE Necessario solo se il ciclomotore è sprovvisto di certificato per ciclomotore (libretto) o se sullo stesso non sono riportati tutti i dati necessari per l'inserimento nel database della motorizzazione (in quest'ultimo caso, a seconda delle motorizzazioni, potrebbe bastare la presentazione della scheda tecnica omologativa di quel modello di ciclomotore). Teoricamente i controlli sono gli stessi che si fanno in unÔÇÖofficina autorizzata per la revisione obbligatoria, ma la realtà è molto diversa e il collaudo in motorizzazione potrebbe essere molto severo. Attenzione: In fase di collaudo viene chiesto di indicare lÔÇÖubicazione esatta del numero di telaio del mezzo e della sigla del motore. Onde evitare inutili perdite di tempo per la ricerca degli stessi, si consiglia di consultare anticipatamente il libretto dÔÇÖuso e manutenzione in dotazione al mezzo. Altrimenti ci si può rivolgere al concessionario ufficiale, il quale saprà indicare la posizione delle punzonature. Le punzonature, inoltre, devono presentarsi quanto più possibile leggibili. Ecco cosa dovrebbe essere controllato (il condizionale è dÔÇÖobbligo perchè ogni visita di collaudo è differente dallÔÇÖaltra, anche se fatte dalla stessa persona!): - rispondenza di sigla e numero di telaio - rispondenza della sigla del motore a quello del telaio - verifica pneumatici (usura e modello) - verifica impianto elettrico (luci e clacson) - verifica impianto frenante sui rulli - verifica fumi di scarico - controllo della carrozzeria e parti meccaniche (devono presentarsi senza ruggine) - verifica della velocità massima sui rulli (40 o 45 km/h, a seconda dellÔÇÖomologazione, +/- 5 km/h) - controllo omologazione specchietto laterale sinistro Naturalmente i parametri di verifica per i veicoli anziani sono differenti che per i veicoli moderni, in quanto devono tenere conto delle omologazioni originali. Ricordate che devÔÇÖessere presente sempre almeno lo specchietto retrovisore sinistro e che, se non era previsto nell'omologazione, lo stop posteriore NON è obbligatorio se non è previsto dall'omologazione del ciclomotore. IMPORTANTE: il collaudo vale come (e più) la normale revisione, quindi, se usate il ciclomotore, la revisione successiva dovrà essere fatta dopo due anni, entro la fine del mese del collaudo (e via così per le successive). BOLLO CICLOMOTORI I ciclomotori, TUTTI, vecchi e nuovi, pagano (ed hanno sempre pagato) il bollo come tassa di circolazione, cioè si paga solo se si circola ma, anche se si circola per un solo giorno, si paga per tutto lÔÇÖanno e, anche se si può pagare in qualunque giorno dellÔÇÖanno, la scadenza è sempre il 31 dicembre. Per questo motivo i ciclomotori non usufruiscono del bollo agevolato per le moto con più di 30 anni! IMPORTANTE: il bollo per i ciclomotori si paga sul numero di telaio e non sul contrassegno, in quanto il contrassegno è personale, anche quello nuovo, e non è legato a vita al medesimo veicolo. La tariffa per: Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Puglia, Sardegna, Sicilia, prov. aut. di Trento, Umbria, Val dÔÇÖAosta è di € 19,11. Per Calabria, Campania, Veneto, Lazio e Liguria la tariffa è di € 21,02. Per la prov. aut. di Bolzano: Dal 1┬░gennaio 2008 i proprietari di ciclomotori di cui allÔÇÖarticolo 52 del codice della strada (fino a 50 cm cubici di cilindrata) sono esentati dal pagamento delle tasse automobilistiche provinciali (L.P. 21 dicembre 2007 n. 14). Per la Lombardia: Con la L.R. 5 Agosto 2014, n. 24 Regione Lombardia ha disposto che a partire dal periodo di imposta decorrente dal 1°gennaio 2014, per i ciclomotori e i quadricicli leggeri non è più dovuta la tassa di circolazione. Per le Marche è di € 20,63. Per il Molise è di € 20,45. Per il Piemonte è di € 20,00. Per l'Abruzzo e la Toscana è di € 23,12. Ciao, Gino P.S.: il tariffario della motorizzazione può essere consultato qui: https://www.ilportaledellautomobilista.it/tariffario/app Comunque, per la richiesta di reimmatricolazione di un vecchio ciclomotore, con nuovo contrassegno (targhino) a 6 cifre e nuova carta di circolazione ecco cosa ci vuole: - compilare il Mod. TT2118, distribuito presso la motorizzazione (alcuni dati richiesti non si trovano sui vecchi libretti, ma si possono reperire sulle schede tecniche d'omologazione). - vecchio Certificato per ciclomotore (il libretto, che viene annullato e restituito, a richiesta) in originale e copia di tutte le facciate - un documento valido dell'intestatario (meglio portarsi anche il codice fiscale) - 3 bollettini postali , che alla motorizzazione si trovano precompilati : C.C. 9001 per un importo di € 9,00 (oppure di € 25,00, vedi sotto); C.C. 4028 per un importo di € 32,00; C.C. 121012 per un importo di € 13,34 Il contrassegno verrà consegnato immediatamente, per la carta di circolazione può volerci qualche giorno. Se si deve fare il collaudo, per smarrimento del certificato per ciclomotore, il versamento sul C.C. 9001 dovrà avere un importo di € 25,00, ed il collaudo varrà anche come revisione periodica. RICORDATE! IMPORTANTE: il costo della sospensione alla circolazione del ciclomotore (€ 42,20), in genere a carico del venditore, se la vendita è fatta direttamente in motorizzazione con l'acquirente che se lo intesta contestualmente, ha costo zero, quindi non grava né sul venditore né sull'acquirente, che deve solo pagare i costi d'immatricolazione a suo nome (e del contrassegno quadrato, se non ne ha già uno a suo nome disponibile). [ATTACH=CONFIG]61713[/ATTACH]
  21. ciao a tutti, possiedo una vespa 125 primavera del '77 e dopo un fermo di piu di 10 anni l'ho rimessa in strada, ho dovuto sottoporla ad un intervento chirurgico di sostituzione serbatoio e pulizia carburatore in quanto l'interno del serbatoio si era arrugignito e si sfogliava intasando di conseguenza il rubinetto e i filtri della miscela....bene mi sono detto funziona tutto e cosi è stato per un paio di mesi ma poi TAC il clacson non va piu e nemmeno la lampadina del faro anteriore (abbagliante/anabbagliante) ok si saranno bruciati, compro clacson e lampadina nuova li monto ma non vanno ne uno ne l'altro, allora provo a vedere la tensione che arriva con il tester e questo sembra impazzire, cioè non mi da un valore di tensione ma continua a saltare con picchi anche di 19V sia al clacson che al faro. premetto che l'impianto elettrico è il suo originale (anche se smontando la lampadina del faro c'era montata una 12V 45/45W, e non ho minimamente idea di come ci sia finita li), e non so spiegarmi dove possa essere il problema, anche perche le luci di posizione e quella del contachilometri funzionano. cosa può essere?? grazie mille
  22. ciao a tutti. purtroppo non arriva corrente al faro anteriore. alla base del piatto luce ci sono tre fili. :nero (massa), viola e marrone. questi ultimi due sono innestati sul commutatore ed attingono corrente, tramite un circuito di rame retrostampato, dal filo rosso che esce dalla scatolina al volano. questo filo rosso inoltre alimenta il clacson che funziona perfettamente. il problema è nel commutatore? nella massa? non credo ci sia un mal funzionamento del volano, altrimenti il clacson non funzionerebbe.
  23. Volevo chiedervi se qualcuno di voi montando questa accensione su di una vespa ET3 o VNB è riuscito a far funzionare tutto a dovere in quanto io dopo svariate prove non ci sono riuscito,collegando tutto secondo lo schema e lasciando il devio luci originale senza modifica il clacson e lo stop se non accendo le luci non funzionano mentre le luci di posizione sono fievolissime se non inesistenti ma se suono il clacson queste aumentano d'intensità . L'unico modo per far funzionare tutto è accendere la luce anabbagliante o abbagliante. Premetto che ho messo il clacson a 12V così come tutte le lampadine. Provando a modificare il devio luci se seguo lo schema delle istruzioni le luci rimangono sempre accese mentre usando un'altro schema postato sui vari forum mi rimane il clacson sempre acceso. Se riuscite anche a postare la schema dei collegamenti vi sarei grato. Grazie comunque.
  24. Un problema che hanno tutti, e sottolineo tutti, i possessori di una vespa PX con specchi a manubrio cromati, quelli montati dal 1998 in poi (ma in alcuni anni sono stati montati i vecchi specchi neri più corti e di forma romboidale), è la rottura del supporto di uno o di entrambi gli specchi. A tutti, infatti, prima o poi capita di trovarsi allÔÇÖimprovviso, mentre si cammina, con uno specchietto che si affloscia, appena lo si tocca, va via e resta in mano con tutto il gambo ÔǪ e il supporto spezzato. Il problema sta nel fatto che il supporto si spezza quasi alla base, lasciando infisso sul manubrio il pezzo rotto con la filettatura ben avvitata e poca superficie per poter stringere il pezzo e svitarlo. Inoltre la poca superficie è tonda, anzi conica, e quindi difficilissima da serrare con una pinza e affini. Il risultato spesso è disastroso, manubrio rotti, oppure spanati per via di fori fatti alla meno peggio al centro del pezzo rotto, oppure si lasciano lì i pezzi rotti e si montano staffe e specchi esterni. In questa discussione, impropriamente perchè diviene una specie di guida, mostro come ho rimosso di recente un ÔÇ£mozziconeÔÇØ dal manubrio di uno dei miei PX. La vespa delle foto è immatricolata nel 2001, sicuramente produzione 2000, PX150 kat euro1. I supporti specchi che monta sono però quelli della versione successiva, se non sbaglio sono stati adottati dal 2004 in poi, hanno la parte sfaccetta inferiore più alta, esce fuori da coperchio del manubrio e risulta più facile prenderla con una chiave da 14 per tenere fermo il supporto mentre con unÔÇÖaltra chiave da 17 si svita il fermo dello specchietto. Occorre dotarsi di pazienza e di tempo; non è infatti prevedibile a priori in quanto tempo si possa riuscire nellÔÇÖoperazione, che a volte è veramente difficoltosa e lunga, soprattutto per la impossibilità di usare ÔÇ£le maniere fortiÔÇØ perchè si rischia di spaccare il manubrio. Ecco come si presenta il manubrio, col foro libero, dentro però cÔÇÖè il moncherino del supporto Il moncherino si vede dallÔÇÖalto, ben visibile SI deve smontare dapprima lÔÇÖaltro specchio rimasto col supporto integro, per il supporto del PX ultimo tipo si usa la chiave da 14 sotto per tenere fermo il supporto (che altrimenti tende a ruotare con il dado superiore e tutto lo specchio) e la chiave da 17 per svitare il dado superiore, che serra lo specchio dentro il supporto Il confronto tra un supporto nuovo e quello spezzato con ancora lo specchio montato, si nota come il punto di rottura sia proprio in corrispondenza della riduzione di sezione del pezzo, lÔÇÖunica sarebbe farlo a sezione unica (e non è possibile perchè i tubi del gas e del cambio non lo consentono) oppure alleggerire gli specchi con altri più leggeri o con bracci più corti per attenuare le sollecitazioni che con le vibrazioni si vanno a convogliare in quel punto spezzando i supporti. Rimosso lo specchio si deve aprire il manubrio, sollevando la calotta superiore su cui è montato il tachimetro. Per far ciò occorre rimuovere le quattro viti inferiori di fissaggio, due posteriori e due anteriori. Per consentire una più agevole apertura del manubrio è meglio dare un poÔÇÖ di corda al tachimetro, spingendo in su la guaina dal foro in cui risale la forcella Il coperchio del manubrio quindi tende a restare così sollevato; non è necessario staccare il tachimetro, basta sfruttare lo spazio in altezza che si è creato per ruotare di 180°il coperchio, lasciando così libera la zona del faro anteriore e dei supporti specchio. Il pezzo rotto è già visibile, anche se ancora non si può rimuovere Il supporto di questÔÇÖesempio è quello dal lato gas; la procedura per lo smontaggio è analoga a quella del lato cambio, però a sx si deve disconnettere da dietro il clacson il cavetto del comando frecce, perchè tirando in fuori il tubo i fili si strappano dal commutatore e le frecce poi non funzionano più Questa che si vede è la ÔÇ£chiocciolaÔÇØ del comando gas, fissata con la molletta centrale al tubo. Rimuovere la molletta centrale è semplice, basta ruotarla un poÔÇÖ, circa 90┬░, con una pinza Sfilando via la chiocciola si trova una (o anche due) rondella di rasamento, e tirando in fuori il tubo gas si nota anche la molla a spire avvolte sul tubo, serve per far tornare il comando gas in posizione di chiuso. Il tubo gas si può sfilare completamente via dal manubrio, senza difficoltà, con tutta la manopola A questo punto è possibile agire sulla testa del moncherino del supporto specchio spezzato. La cosa migliore e anche la più semplice è munirsi di una buona tenaglia e svitare via il pezzo. Una prima volta la cosa è riuscita con molta facilità; questa volta, invece, il supporto non si svitava, e la riprova dei numerosi vani tentativi è sul pezzo rimosso, sono visibili i segni dei numerosi tentativi. Visto il fallimento della tenaglia ho provato a saldare sul moncherino uno spuntone metallico, ma per problemi legati agli elettrodi lÔÇÖoperazione non si è potuta concludere. Non mi è rimasto altro da fare che munirmi di uni scalpellino da taglio, e con quello colpire in modo tangente la base del moncherino, sin quando non ho avuto la sensazione che si fosse allentato un poÔÇÖ. Operazione complicata per lÔÇÖaffollamento di fili e cavi, rischiosa perchè ogni colpo assestato ÔÇô se un poÔÇÖ più deciso ÔÇô poteva portare alla rottura del manubrio, quindi col pettini per scavare un solco sulla base del supporto, poi posizionavo meglio lo scalpellino nel solco e via una mazzatina secca e decisa, tangente al pezzo, quasi orizzontale, per evitare contraccolpi sul manubrio. Una volta che ho avuto la netta sensazione di un minimo di rotazione del pezzo ho ripreso la tenaglia e il moncherino si è svitato. A quel punto mi è bastato rimontare il supporto nuovo, rimettere tutto a posto seguendo la procedura inversa di quanto già fatto sino alla rimozione del moncherino, e via ÔǪ verso la prossima rottura del supporto!
  25. sto impazzendo nel rimontare i collegamenti elettrici del mio PX pre-Arcobaleno.. cortesemente, c'è qualcuno che può allegare le foto dei contatti del retro dei comandi frecce e fanali/clacson, oltre che i contatti chiave/fanale anteriore/spie frecce-fanale? grazie mille.. devo capire dove vanno questi maledetti fili..!!! ho già scaricato i vari schemi di impianti elettrici ma non riesco a ritrovarmi coi colori..
×
  • Crea nuovo...